Monte Capodarso e Valle dell’Imera meridionale – Flora e Fauna

La Riserva comprende parte del territorio compreso tra le falde del Monte Capodarso e del Monte Sabucina, lungo il corso meridionale del fiume Imera.

Compresa tra i Comuni di Pietraperzia, Enna e Caltanissetta è una delle più grandi riserve (1445 ettari) della Sicilia.

L’ambiente è contraddistinto da ambienti palustri, lì dove le acque del torrente creano meandri simili a stagni e da habitat, lungo le pendici del monte, tipici degli ambienti rupestri.

Questi ultimi sono caratterizzati dalla presenza di vegetazione specializzata costituita da litofite tra cui è possibile riconoscere l’Atamanta siciliana (Athamanta sicula), la Silene fruticosa (Silene fruticosa) o la Borracina di Nizza (Sedum sediforme).

La macchia boschiva originaria, a causa dell’uomo, è stata ormai sostituita dalla gariga a spazzaforno e timo arbustivo e dalla prateria di tipo steppico, costituita da sparto steppico (Lygeum spartum) e da ampelodesmeti. Tra le specie endemiche presenti: il limonio di Optima, l’astro di Sorrentino,la barba di becco violetta, il cardo corimboso, l’euforbia cornuta, l’issopo villoso, l’ononide a foglie intere, la codolina meridionale, la violaciocca minore e lo zafferano autunnale.

L’Imera meridionale, luogo di migrazione primaverile ed autunnale, grazie alle condizioni ambientali che offre, rappresenta un vero e proprio corridoio ecologico per molte specie dell’avifauna migratoria.

Durante la stagione primaverile ed autunnale possono essere individuati l’airone cenerino, la garzetta, la marzaiola, il codone, la folaga, il falco di palude e l’albanella reale.

Lungo il corso d’acqua nidificano inoltre il cavaliere d’Italia, l’occhione, il corriere piccolo, il germano reale, la folaga e la gallinella d’acqua.

In alcuni fossati è possibile trovare qualche raro esemplare di tartaruga palustre.

Tra i mammiferi si annoverano il gatto selvatico che si rifugia nelle aree boschive, lIstrice, il riccio, la donnola, il coniglio selvatico e la volpe.

Tra i rettiliil colubro di Esculapio o saettone, inoffensivo e lungo anche due metri.

Monte Capodarso e Valle dell’Imera meridionale – Storia

Nel mese di ottobre 1999 è stata istituita dalla Regione Siciliana la Riserva naturale orientata di “Monte Capodarso e valle dell’Imera meridionale” allo scopo di consentire la tutela e la valorizzazione di una serie integrata di risorse storico-geografiche, archeologiche, geomorfologiche, di antropizzazione rurale, di ambiente botanico-faunistico e di reperti dell’attività estrattiva, ormai in abbandono, che costituiscono un “unicum” di notevole interesse scientifico e culturale. La gestione della riserva è stata affidata all’Associazione nazionale Italia Nostra che attraverso studi e progetti, scientificamente supportati, presentati a Caltanissetta nel 1984 in un convegno regionale di studio, propose l’istituzione del Parco dell’Imera meridionale individuando diversi insiemi di relazioni territoriali e socio-economiche. Da allora l’associazione ha svolto parecchie azioni di sensibilizzazione rivolte alle autorità competenti, ai cittadini del comprensorio ed al mondo culturale.