Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava grande – Storia

La Riserva naturale orientata di Pantalica abbraccia la Valle dell’Anapo ed il torrente Cavagrande, snodandosi su di un’ampia area di 3700 ettari compresa dentro un bacino idrografico totale di 450 km quadri. La Valle dell’Anapo è innanzitutto la valle del fiume, dalle acque cristalline. Ciò spiega il perchè nelle sue acque riesce a vivere ancora la trota fario, dal dorso costellato di punti bianchi, rossi e neri, ma anche la rara ed autoctono macrostigma, la trota siciliana, presente in altre pochissime stazioni in Sicilia e che qui si può nutrire di gamberetti di fiume. Le acque del torrente sono anche abitate dal granchio di fiume, dal discoglosso dipinto, una rana abbastanza pregiata. Le sponde dell’area fluviale sono ombreggiate dai platani orientali. L’oleandro è un’altra nota caratteristica di questa riserva. Per quanto concerne al fauna, è doveroso citare solamente il raro colubro di Riccioli, un serpente noto nelle campagne dell’isola, le testuggini terrestri, l’aquila del Bonelli, l’upupa, gati selvatici e martore. La grotta dei Pipistrelli e la grotta Trovato sono ambite mete per la possibilità di osservare varie specie di pipistrelli. Sempre all’interno della Riserva, a Palazzolo Acreide, un insieme di 5ooo tombe scavate nella roccia carsica solcata da un torrente dal 1997 è stato posto sotto tutela naturalistica e paesaggistica: è il sistema di tombe di Pantalica, meta di turismo internazionale.

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