Cavagrande del Cassibile – Flora e Fauna

Questo ambiente possiede connotazioni morfologico-paesaggistiche di eccezionale interesse.

La Riserva di Cavagrande del Cassibile ricade nei territori di Noto, Avola e Siracusa.

Seguite le indicazioni stradali e giunti al belvedere, lasciata l’automobile è possibile godere di una suggestiva vista verso la Gola di Cavagrande con imponenti pareti calcaree a picco sul fondovalle, occupato da un corso d’acqua che si apre in suggestivi piccoli laghetti, raggiungibili percorrendo il sentiero che scende nella gola.

Qui la flora è tipica della macchia boschiva ripariale, caratterizzata da salici, pioppi bianchi o neri, tamerici comuni e frassini meridionali. A caratterizzare maggiormente l’interesse botanico e paesaggistico di questo territorio è però la presenza del platano orientale.

Tipico dell’Europa sud-orientale e dell’Asia occidentale popola le cave carsiche del siracusano, raggiungendo l’estrema propaggine meridionale del suo areale di distribuzione.

Tante le specie vegetali, anche rare che animano il sottobosco. Continuando a percorrere la gola, sarà quindi facile imbattersi lungo il cammino nell’equiseto massimo, nella falsa ortica, nella melissa o nella consolida.

Tre le specie di particolare valore botanico: la salvia triloba, il salvione giallo e la ferula nodosa oltre a ben ventiquattro specie di orchidee.

Lungo i tratti più scoscesi resistono ancora macchie sempreverdi di lentischi e terebinti, di euforbia arborea o esemplari di palma nana, olivastro,ilatro e finestrella.

Sui fianchi della vallata domina la prateria ad ampelodesma (la cosiddetta disa, anticamente usata per lavori artigianali);

Assai nutrita la presenza di volatili nell’area del Cassibile.

Numerose le specie di rapaci: dal gheppio al falco pellegrino, al falco lanario.

Tra i numerosi mammiferi: il gatto selvatico, la voracissima martora, l’istrice;

Altrettanto numerose le specie di colubri (serpenti) come il coloratissimo leopardino, il liscio e quello di Esculapio.

Notevole la presenza del ghiro, del topo quercino, delle donnole, del riccio, della lepre appenninica ed del coniglio selvatico.

 

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