S. Angelo Muxaro – Flora e Fauna

La Riserva Naturale Integrale è stata istituita nel 2000 per salvaguardare e tutelare l’importante patrimonio geologico rappresentato dalla grotta delle “ciavuli” (delle cornacchie).

Questa riveste notevole interesse scientifico per lo studio della circolazione idrica carsica e e per i fenomeni idro-geologici tipici dei suoli gessosi.

A causa dell’azione dell’acqua, in superficie vengono a formarsi delle depressioni dette doline e valli cieche. Le valli cieche, dove la composizione del suolo è costituita dal substrati argillosi impermeabili, convogliano le acque piovane verso degli inghiottitoi. Attraverso questi le acque penetrano nel sottosuolo e scorrendovi internamente sciolgono nuovamente i gessi più interni creando una rete di cunicoli, gallerie pozzi e “stanze”.

Al termine del cammino le acque riemergono in superficie attraverso grotte dette risorgenze.

Le acque quindi penetrano attraverso l’inghiottitoio, e ritornano in superficie attraverso una risorgenza posta a nord – ovest del centro abitato di Sant’Angelo, presso un piccolo lago, profondo tre metri e le cui acque confluiscono nel Vallone del Ponte.

Simili fenomeni determinati dalla forte azione solubizzatrice delle acque su formazioni gessose hanno dato vita, all’interno della riserva, ad un sistema complesso di cavità sotterranee denominato “ Grotte dell’acqua”.

Il particolare habitat ha permesso la sopravvivenza di numerose specie di chirotteri all’ interno della cavità e la riproduzione del granchio d’acqua dolce.

S. Angelo Muxaro – Storia

La Riserva Naturale Integrale ‘Grotta di Sant’Angelo Muxaro’ è stata istituita il 28 dicembre del 2000. La grotta riveste un notevole interesse per lo studio della circolazione idrica attuale e passata e per la speleogenesi in rocce gessose. Si trova ai piedi del cole di Sant’Angelo Muxaro, alto 400 metri s.l.m., dove sorge l’omonimo centro abitato. L’area complessiva è suddivisa in zone: la zona A comprendente due aree coincidenti con l’inghiottitoio e con l’ingresso principale della grotta e la zona B comprendente una sola area di preriserva che tutela parte del bacino idrografico che alimenta la grotta. Lungo il percorso, oltre ad ammirare splendide cristallizzazioni gessose e suggestive fogge meandriformi, s’incontrano interessanti camini di apporto e piccole sale di crollo. La cavità termina con un laghetto sifonante. La ‘risorgenza’ della grotta coincide, presumibilmente con la cavità ubicata a nord-ovest del centro abitato di Sant’Angelo di Muxaro, caratterizzata dalla presenza di un laghetto, profondo circa tre metri, le cui acque confluiscono nel Vallone del Ponte. Nelle zone prossime alla riserva, lungo il corso di questo vallone, sono presenti anche altre cavità carsiche, che costituiscono il complesso denominato ‘Grotte dell’Acqua’. Lo scorrimento delle acque lungo l’alveo avviene per continui ingrottamenti e affioramenti in un affascinante contesto ambientale caratterizzato da elevata naturalità. L’area della riserva s’inserisce in un vasto comprensorio caratterizzato dalla presenza di numerosi habitat naturali d’interesse comunitario relativi agli ambienti di acqua dolce, alle formazioni rocciose, alle grotte e alle formazioni erbose naturali e seminaturali. La grotta Ciavuli, è una cavità sotterranea che si articola in due rami. Uno è attivo e si raggiunge discendendo in verticale, per un tratto di circa 10 metri, attraverso un’area caratterizzata da grossi blocchi di roccia gessosa staccatisi dalla volta. Il secondo è fossile e costituisce la parte maggiormente conosciuta del sito tutelato.