La Timpa di Acireale – Comune: Acireale

Elenco risorse

Cattedrale (1597 – 1618)

Basilica Collegiata di San Sebastiano (XVI sec)

Palazzo del Municipio (1659)

Chiesa dei SS. Pietro e Paolo (XVIII sec)

Chiesa di San Domenico (1837)

Biblioteca Zalantea

Museo archeologico


Sagre e feste

20 gennaio - Processione di San Sebastiano

Carnevale di Acireale

La Timpa di Acireale – Flora e Fauna

La Riserva è caratterizzata dalla presenza di fenomeni geovulcanici naturali, inscindibbile legame con il vicino vulcano dell’Etna.

Ultima propaggine del sistema di faglia a gradinate, la Timpa si allunga per circa dieci chilometri lungo il litorale di Acireale, con pareti che si innalzano, sul versante meridionale, dai dieci agli ottanta metri di altezza.

Verso nord si incontra la piattaforma terrestre di Grotta delle Colonne caratterizzata dalla presenza di suggestivi basalti colonnari a sezione poligonale, dove le pareti a strapiombo raggiungono i 120 metri di altezza s.l.m.m.

L’aspetto vegetazionale della Timpa è povero. Ambienti inospitali accolgono una tipica macchia sempreverde con forme vegetali ad albero o ad arbusto a foglie coriacee in grado di resistere ai tanti periodi di scarsa precipitazione atmosferica.

Comune è la presenza di euforbia arborea mentre le pareti più scoscese sono tappezzata da edere e vitalba, cespugli di capperi e di ficodindia.

La macchia mediterranea è costituita da carrubo, da alaterno, dal lentisco, dalla ginestra e dal mirto mista ad asparago pungente e a lianose come la stracciabraghe.

Altrettanto povera di caratterizzazioni è la varietà faunistica; comune è la presenza dell’istrice, di piccoli ucceli quali l’occhiotto, la capinera o la cinciallegra. La sera è possibile percepire il verso della civetta e durante la stagione migratoria si riesce, se fortunati, a scorgere qualche airone.

La Timpa di Acireale – Storia

Dichiarata Riserva nel 1999 ed affidata all’Azienda Regionale Foreste Demaniali, la Timpa si trova ai piedi di Acireale, in provincia di Catania, un lungo costone lavico che per quasi sette km scende giù a strapiombo sul mare, alto anche più di un centinaio di metri, rivestito di edera, euforbia e carrubbi. Insieme all’isola Lachea, costituisce un laboratorio naturale a cielo aperto in cui è scritta la storia geovulcanica della Sicilia. Di particolare rilevanza alcuni tratti a ridosso della fascia costiera, dove alti colonnati basaltici, simili a quelli presenti nelle Gole dell’Alcantara, rappresentano il percorso di cristallizzazione delle lave a contatto con l’acqua. E’ il caso della grotta delle Colonne, raggiungibile solo via mare. Nell’area della riserva nidificano diversi rapaci, ed indisturbata una fitta vegetazione si sviluppa rigogliosa grazie alle sorgenti che si riversano nello Jonio. Come a Santa Caterina, caratterizzata da un belvedere dalla splendida veduta. Il sentiero delle Chiazzette, camminamento in pietra raggiungibile dalla statale 114 ad Acireale, è un percorso secentesco che si snoda giù fino a Santa Maria La Scala, borgo marinaro pittoresco e tranquillo. Lungo il sentiero a zig zag, incontreremo la fortezza del Tocco, fortilizio a difesa di Acireale nel XVII secolo, durante la dominazione spagnola, da cui si sparava un colpo di cannone per avvertire del pericolo.