Isola di Linosa e Lampione – Flora e Fauna

Linosa, più vicina alle coste africane che alla Sicilia,  è la seconda isola delle Pelagie, e si estende per una superficie di appena 6 km quadri. 

La Riserva naturale Isole Pelagie Linosa e Lampione, gestita dall’Azienda delle Foreste Demaniali, è stata istituita nel 2000 e ricade nel territorio comunale di Lampedusa e Linosa.

Costituisce un ambiente particolarissimo, in cui crescono oltre 200 specie vegetali , fra cui l’Erodium neuradifolium linosace. Muschi e licheni, misti a vegetazione rupestre, costituiscono il paesaggio abituale.

La ricchezza faunistica dell’isola è è tale da essere stata inserita nell’elenco delle più importanti aree europee di nidificazione. Questo è il regno della chiassosa berta maggiore.

Accanto alla berta, sono presenti anche il coniglio, il geco e la lucertola. Sullo scoglio disabitato di Lampione, nidifica ancora il falco della regina, mentre sott’acqua si riproducono lo squalo bianco e altre specie di squali pelagici.

I fondali lavici nascondono grotte ricche di ittiofauna pregiata, e di alghe variopinte.

Cernie regine nuotano indisturbate nei prati di gorgonie. Donzelle e scorfani, murene e crostacei sono i veri protagonisti.

In superficie, vasti terreni coltivati e case dalle facciate policrome caratterizzano il paesaggio. Da tempo sull’isoletta opera un centro di recupero fauna selvatica, l’Hidrosfera, che si occupa di curare e, se possibile, reinserire nel loro habiat le tartarughe Caretta Caretta che vengono allamate per errore. Ogni due anni è possibile assistere alla schiusa delle uova.

 

Isola di Linosa e Lampione – Storia

Da sempre approdo per le navi in transito nel Mediterraneo, lisola è rimasta disabitata fino al 1845, quando Ferdinando II di Borbone inviò il comandante Sanvisente con trenta nuclei familiari e numerosi maestri darte per costruire un insediamento, come già era avvenuto a Lampedusa. La carenza di acqua potabile aveva, sino ad allora, scoraggiato i tentativi di colonizzazione. Sicuramente però nei tempi passati era stata base temporanea di greci, romani e saraceni. Per lo più visitata da pescatori stagionali e pirati, quasi certamente, durante le guerre puniche, fu base strategica dei romani contro Cartagine. Rimangono di quellepoca 150 cisterne per la raccolta delle acque piovane. Il nome dellisola cambia nel corso dei secoli: lo storico Strabone la chiamò Gaulos; lo scienziato Plinio il Vecchio ci parla di Aegusa e di Aethusa, nomi che ritornano negli scritti del geografo egiziano Tolomeo (160 d.C.), intendendo col nome di Aethusa, Linosa, e quello di Aegusa, Lampedusa. Dobbiamo arrivare al 1500 circa perchè il nome si avvicini a quello attuale: il benedettino Mauralico (1498-1575) la chiamò Lanuresia, lo storico Fazello (1498-1570) Lenusa. Ma è nel 1849 che viene chiamata Linosa dal Cavaliere Sanvisente, capitano di fregata, primo governatore delle Isole Pelagie.