Grotta Palombara – Comune: Melilli

Elenco risorse

Chiesa Madre o di S. Nicolo (XVII sec)

Santuario di S.Sebastiano (1751)

Chiesa di S.Antonio (ant. XVI sec)

Chiesa dello Spirito Santo


Sagre e feste

20 gennaio – 3,4 maggio Festa di San Sebastiano

19 marzo Festa di San Giuseppe

Pasqua

8 settembre Festa Madonna delle Grazie

seconda domenica di ottobre Festa Madonna del Rosario

8 dicembre Immacolata

Carnevale Melillese

3,4 maggio Festa dei “Nuri”

Grotta Palombara – Flora e Fauna

La Riserva Grotta Palombara si estende nel territorio di Melilli.

La Grotta è una cavità carsica fossile, profonda una dozzina di metri in fondo alla quale attraverso una stretta fessura si può arrivare alla “sala dei Vasi” denominata così per il ritrovamento di alcuni reperti archeologici. Proseguendo si raggiunge la “sala del Guano” con volta a cupola e abitata da una colonia di pipistrelli Vespertilio maggiore (Myotis myotis). Qui una biforcazione porta al “Ramo del Geode” e al “Ramo del Laghetto” dove sono stati ritrovati fossili di cinghiali, ippopotami, cervi, lupi, volpi.

Per quanto riguarda la flora superficiale due sono i biotipi presenti: macchia bassa nei tratti più scoscesi della Riserva e gariga.

Sulle culminazioni rocciose si rinviene una vegetazione arbustiva caratterizzata dalla presenza di specie di xeriche come l’ogliastro (Olea europea var. sylvestris), l’alaterno (Rhamnus alaternus), il mirto (Mirtus communis), la calicotome (Calicotome infesta).

La gariga è costituita dal timo (Thymus capitatus), dal camedrio doppio (Teucrium flavum), dalla canutola (Teucrium polium), dall’ononide (Ononis natrix), dal salvione giallo (Phlomis fruticosa) e dalla spinaporci (Sarcopoterium spinosum). Sono presenti abbondati specie graminacee come il barbone (Andropogon distachyus) e il barboncino mediterraneo (Hyparrhenia hirta) associato alla ferulago (Ferulago nodosa).

L’erpetofauna è caratterizzata dalla presenza della lucertola campestre (Podarcis sicula), della lucertola siciliana (Podarcis waglerianua), dal ramarro occidentale (Lacerta bilineata) e dal biacco maggiore (Hierophis viridiflavus)

Tra l’avifauna frequenti sono la gazza (Pica pica), il passero solitario (Monticola solitarius) e i rapaci gheppio (Falco tinnunculus) e falco pellegrino (Falco peregrinus); ancora l’airone cenerino (Ardea cinerea), il piccione selvatico (Columba livia) e il colombaccio (Columba palumbus).

Tipico dell’ambiente ipogeo è lo pseudoscorpione Roncus siculus, specie endemica e i gia citati troglofili quali i pipistrelli Vespertilio maggiore (Myotis myotis), i miniottero (Miniopterus schreibersi), il rinolofo eurialo (Rhinolophus euryale) e il rinolofo di Mehely (Rhinolophus mehelyi).

 

Grotta Palombara – Storia

La Riserva Naturale Integrale “Grotta Palombara” nel territorio di Melilli, è stata istituita nel 1998 allo scopo di tutelare una delle più importanti grotte carsiche della Sicilia orientale per il suo “sviluppo sotterraneo e la complessità dei sistemi di cavità con una fauna cavernicola variata che comprende un’importante componente guanobia”. La gestione della Riserva è affidata al CUTGANA. La Grotta Palombara è una cavità carsica fossile che ha uno sviluppo complessivo di circa 800 metri. L’ingresso è costituito da una voragine profonda in fondo alla quale si può giungere solo con l’uso di corde e scalette speleologiche. Superata una serie di angusti cunicoli e una stretta fessura, si perviene alla grande “Sala dei Vasi”, così detta in seguito al rinvenimento di due vasi della fase castellucciana. Da qui, si arriva alla “Sala del Guano”, un vasto ambiente, dove vive una numerosa colonia di pipistrelli Vespertilio maggiore, i cui escrementi si sono accumulati sul pavimento della cavità formando un ammasso di guano che ospita una ricca fauna guanobia. Da questa sala si dipartono due ramificazioni denominate “Ramo del Geode” e “Ramo del Laghetto”. Sia in fondo alla voragine d’accesso, sia all’interno della cavità sono stati rinvenuti fossili di grossi Vertebrati e micromammiferi.