Grotta di Santa Ninfa – Comune: Gibellina

Elenco risorse

La Nuova Chiesa Madre di Ludovico Quadroni

La Stella di Pietro Consagra

Baglio Di Stefano

Palazzo Di Lorenzo

Meeting di Pietro Consagra

Casa del farmacista di Purini e Thermes

Torre Civica

Il Gretto di Burri

Museo delle trame mediterranee

Museo civico d’arte contemporanea


Sagre e feste

Seconda domenica di Maggio Festa del SS.Crocifisso

Domenica di Pasqua Incontro con l’Angelo

19 marzo Festa di San Giuseppe

Agosto Festa della Madonna

Agosto Festa di San Rocco

Grotta di Santa Ninfa – Comune: Santa Ninfa

Elenco risorse

La Chiesa del Purgatorio

Chiesa della Badia (XVIII – XIX sec.)

Conservatorio “Maria Addolorata” (1776)

Chiesa di Sant’Anna (1623)


Sagre e feste

19 marzo Festa di San Giuseppe

Fine agosto Sagra della salsiccia

12 -13 settembre Fiera di San Vito

12 novembre Festa di Santa Ninfa e sagra del Pani cunsatu

Grotta di Santa Ninfa – Flora e Fauna

La Riserva di Santa Ninfa insiste all’interno di un territorio caratterizzato dalla presenza di fenomeni carsici sia sotterranei, quali grotte, sia superficiali come le doline, inghiottiti e valli cieche.

L’aspetto vegetazionale della riserva è fortemente caratterizzato dall’intervento antropico. Il paesaggio è connotato dalla presenza di campi coltivati e i rimboschimenti anche se adagiate su aree collinari insistono piccole macchie di vegetazione mediterranea residuale con presenza di euforbia arborea, timo, ed orchidee selvatiche.

L’aspetto faunistico è tipico delle aree mediterranee: dal riccio all’endemico toporagno, dall’istrice alla volpe alla donnola.

La varietà avifaunistica è rappresentata dalla poiana, dal gheppio, dallo spirito santo (cosi chiamato per la posizione che assume in volo durante la caccia) e da usignoli e ghiandaie.

L’elemento di maggiore interesse è rappresentata dalla cavità che da il nome alla Riserva. Il paesaggio è segnato dalla natura gessosa del suolo solcato dal torrente Biviere, che scorrendo all’interno di una piccola forra, in corrispondenza di un affioramento gessoso, si immette in una valle cieca da cui si innesta all’interno di un inghiottitoio alimentando il piccolo fiume sotterraneo che scorre all’interno della grotta.

Si tratta di una cavità orizzontale che si sviluppa per 1400 metri attraverso un complesso e articolato sistema di “stanze” un tempo completamente invase dall’acqua. Oggi solo il ramo inferiore resta attraversato dal corso d’acqua del torrente sotterraneo, mentre il ramo fossile superiore è ormai asciutto.

L’ambiente interno è reso assai suggestivo dalla presenza di fenomeni geologici quali la percolazione che in milioni di anni ha determinato lo sviluppo di concrezioni quali cortine, stalattiti, pisoliti o perle di grotta.

Dal punto di vista faunistico, la cavità di Santa Ninfa ospita una fauna cavernicola adattata a vivere in assenza di luce e in ambienti con elevato tasso di umidità.

Durante il 1968 la Sicilia venne colpita da eventi sismici gravissimi.La regione del Basso bacino del Belice ne venne sconvolta e sei centri urbani tra cui Gibellina e Santa Ninfa vennero rasi al suolo.

Solo dopo diversi anni e molto lentamente iniziò l’opera di ricostruzione degli abitati.

Grotta di Santa Ninfa – Superficie e territorio

150 ha La riserva naturale comprende la grotta di maggiore estensione ed interesse (zona A di protezione integrale) e parte del suo bacino di alimentazione, esteso per circa 150 ettari e denominato Biviere (zona B di preriserva).

Grotta di Santa Ninfa – Storia

La grotta naturale ‘Grotta di Santa Ninfa’ ricadente nel territorio dei comuni di Santa Ninfa e Ghibellina, in provincia di Trapani, è stata istituita per la tutela e la valorizzazione di un’area di notevole interesse geologico e paesaggistico. L’area protetta, affidata in gestione Legambiente Sicilia, è interamente compresa all’interno del più vasto Sito d’Importanza Comunitaria ‘Complesso dei Monti di Santa Ninfa e Gibelina di Grotta di Ninfa’ (ITA 010022), istituito nel 1998 nell’ambito del progetto di bioitaly per la presenza di diversi habitat di interesse comunitario e di specie d’interesse biogeografico e conservazionistico. Il territorio della riserva, situato a circa di 2,5 Km dall’abitato di Santa Ninfa, è stato suddiviso in due diverse aree in funzione degli aspetti ambientali da tutelare:
La zona A è costituita essenzialmente dagli ambienti ipogei della grotta di Santa Ninfa. Una cavità di origine carsica estesa per circa 1,5 Km, di elevato interesse per gli aspetti geologici, speleologici, ed ideologici.
La zona B comprende la Valle del Biviere, un’ampia valle estesa per circa 140 ettari, ricca di suggestivi aspetti naturalistici legati in modo particolare ai fenomeni carsici.