Grotta di Entella – Comune: Contessa Entellina

Elenco risorse

Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro (XIII sec)

SS. Annunziata e San Nicolò (1520 su precedente impianto)

Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XVI sec.)

Chiesa di San Rocco (fine XVII secolo)

Anime Sante del Purgatorio (1700)

Molino di Bagnitelle Soprane

Molino di Bagnitelle Sottane

Molino di Alvano

Masseria Vaccarizzo


Grotta di Entella – Flora e Fauna

Localizzata nella Sicilia centro – occidentale, nel territorio di Contessa Entellina, la grotta si sviluppa all’interno della Rocca, un massiccio isolato a monte della confluenza tra il fiume Belice sinistro e il Belice destro.

La rocca rappresenta una vera e propia isola bio–ecologica. Qui la domina la prateria steppica con l’ampelodesma, graminacea cespitosa che compattando il terreno ne frena l’erosione.

Le scoscese pareti ricoperte di “Euphorbia dendroides” , “Gypsophila arrostii” o “ Sedum Gypsicola” offrono riparo ad una ricca varieta avifaunistica. Vi nidificano rapaci quali la poiana, il falco pellegrino e il gheppio oltre a piccoli rettili che tra gli anfratti vi trovano riparo.

La Rocca è dotata di una notevole risorsa idrica che filtrando nel sottosuolo alimenta il Vallone di Petraro e alcuni affluenti del Belice sinistro.

La grotta presenta un sviluppo lineare di circa 400 metri con l’ingresso posto ad una quota di 388 metri.

Il tratto iniziale della cavità è costituito da una galleria meandriforme lunga circa 10 metri e larga appena 1mt. Da qui è possibile raggiungere le parti più interne del sistema carsico passando attraverso gli ambienti che lo connotano: grandi saloni, piccoli salti, scivoli e pozzi.

Le pareti della grotta, segnati dal passaggio di acque sotterranee, sono costituite da macro cristalli di gessi mentre stalagmiti e stalattiti contribuiscono a creare un’ambientazione più che suggestiva. Notevoli i canali di volta e i pendenti, i detriti alluvionali trasportati dal fiume sotterraneo.

Grotta di Entella – Storia

La Grotta di Entella, conosciuta localmente come “Grotta dei Dinari” per alcune leggende che la vogliono custode di immensi tesori, si apre alla base della parete Ovest del rilievo della Rocca di Entella (557 metri s I m ) costituito dai gessi del Miocene superiore (Messmiano) Si tratta di una cavita ormai fossile che si estende su tre livelli di gallerie per uno sviluppo totale di circa 400 m. Il contesto naturalistico m cui e inserita la Riserva e molto interessante Nella parete rocciosa che borda la Rocca nidificano uccelli rapaci come la Poiana (Sureo buteo), il Falco pellegrino (Falco peregrinus) ed il Gheppio (Falco tmnucu-lus), le pendici, caratterizzate da una vegetazione a macchia, ospitano conigli (Oryctolagus cuniculus), volpi (Vulpes vulpes) ed istrici (Hystnx cristata) II vicino lago artificiale, creatosi dopo lo sbarramento del Fiume Belice Sinistro con la costruzione della Diga Garcia, e diventato luogo di sosta per gli uccelli migratori che numerosi vi sostano durante il periodo di svernamento Inoltre sulla sommità della Rocca si trovano i resti archeologici di Entella che, con Segesta ed Erice, è una delle tre città siciliane di origine elima. Importante centro arabo, costituì l’ultima roccaforte della resistenza musulmana alla penetrazione dell’elemento latino. Fu distrutta da Federico II nel 1246.

Nell’alto medioevo Vinea Comitissa (Casale Comitissa) era un villaggio rurale, abitato da pastori e da contadini, che coltivavano le terre appartenenti ai Signori del Castello di Calatamauro. La famiglia Cardona  Peralta, signori del Casale, attorno agli anni 1447-48, diede ospitalità a dei profughi albanesi, reduci dalla battaglia avvenuta presso il castello di Bisiri (Mazara del Vallo) e che non potevano ritornare in patria a causa dell’occupazione ottomana. Diede loro anche  la possibilità di lavorare le terre dei feudi Contesse e Serradamo a cui, nel 1720, fu aggiunto dai successori dei Peralta,  i Gioeni Colonna, anche il terzo feudo di Bagnatelle.