Capo Gallo – Flora e Fauna

La Riserva di Capo Gallo insiste su di un area dal notevole interesse geologico e biomarino.

Il promontorio di Monte Gallo per la sua origine carsica presenta numerose manifestazione erosive superficiali, endogene e parecchie cavità. Si individuano la Fossa omonima, Grotta Berciata, la Grotta dei Caprai, quella delle Vitelle, Grotta Regina e Grotta Caramula.

Di interesse speleologico il Pozzetto di Pizzo Sella; quindi la Grotta Regina, la più grande tra le cavità che si affacciano sulla Fossa del Gallo dominando il mare. Si tratta dell’unico santuario punico scoperto sino ad oggi nel Mediterraneo.

Il fondale sabbioso attorno la riserva ben si presta ad ospitare praterie di Posidonia oceanica ; sulla Secca della Barra è presente una ricca comunità coralligena che raggiunge i 70 metri di profondità.

La costa rocciosa è caratterizzata dal trottoir a vermeti, per la presenza di un mollusco gasteropode che vive all’interno di tubi calcarei che salda a quelli degli organismi vicini e che, mantenendosi a pelo d’acqua, formando appunto una sorta di marciapiede (trottoir) vivente.

La flora di superficie è tipica del litorale roccioso: finocchio di mare e diverse specie di limonium le piante più comuni.

Salendo di quota la vegetazione è caratterizzata dalla gariga con arbusti e cespugli resistenti e sempreverdi. Oltre sono presenti macchie boschive a leccio misto ad asparago spinoso, alaterno, olivastro e ruta d’Aleppo

La natura rupestre del promontorio di Monte Gallo offre un habitat adatto alla nidificazione di diverse specie di uccelli: cince, fringillidi e merli, occhiotto e colombacci. La notte è dominio dei rapaci notturni quali il barbagianni e l’allocco.

Comune la popolazione di mammiferi; dal piccolo toporagno all’istrice, dalla donnola al coniglio selvatico alla volpe.

Capo Gallo – Storia

Deve il nome al Monte Gallo, rilievo carbonatico, formatosi in  più fasi 250 milioni di anni or sono. Questa montagna carsica è arricchita da una serie di emergenze geologiche: la Fossa del Gallo, la Grotta Perciata,la Grotta dei Caprari, quella delle Vitelle, la Grotta Regina e la Grotta Caramula, la grotta Impisu. Recenti tracce testimoniano in passato la presenza  di grandi animali del Quaternario, come il cervo e l’ippopotamo.

Di estremo interesse anche le testimonianze umane all’interno della  della Grotta Regina: tracce di figure umane e animali, di probabile epoca punica e forse anche precedenti. I fondali della grotta dell’Olio, ospitano il relitto di una nave cartaginese. In una grotta di Monte Gallo,è stato rinvenuto lo scheletro di un elefante nano del Quaternario,  vissuto 230.000anni fa.

Lentisco, il finocchio di mare e le diverse specie di Limonium, costituiscono il paesaggio cegetale tipicamente mediterraneo.Spesso, insieme al leccio, troviamo il  sommacco siciliano, l’asparago spinoso, l’alaterno, l’olivastro e la ruta d’Aleppo.