Pino d’Aleppo – Comune: Vittoria

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Pino d’Aleppo – Flora e Fauna

Il territorio tutelato dalla Riserva può, a giusta ragione, essere considerato l’ultima stazione insediativa spontanea del Pino d’Aleppo (Pinus Halepensis). Vagamente simile al pino domestico e al pino marittimo raggiunge i 15 metri di altezza, dalla chioma espansa ed una corteccia rossastra fiorisce tra marzo e maggio producendo degli sporofili. Gli strobili sono di forma ovale – conica lunghi 5 – 10 cm e larghi 2 – 3 cm.

Tra le altre specie arboree presenti: l’olivastro (Olea europea subsp. olivaster) ed il carrubo (Ceratonia siliqua). Il sottobosco è connotato dalle specie tipiche della macchia mediterranea quali il lentisco (Pistacia lentiscus), l’ilatro (Phillyrea latifolia), l’alaterno (Rhamnus alaternus), nonché terebinto (Pistacia terebinthus), corbezzolo (Arbutus unedo), palma nana (Chamaerops humilis), calicotome (Calycotome spinosa), timo (Thymus capitatus), rosmarino (Rosmarinus officinalis), erica (Erica multiflora), ferula (Ferula communis) e salsapariglia (Smilax aspera).

Lungo la fascia costiera vegetano la quercia spinosa (Quercus coccifera), il ginepro rosso (Juniperus phoenicea) e la ginestra bianca (Retama raetam).

La fauna è’ costituita da specie tipiche dell’area

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mediterranea. Sono presenti carnivori quali la donnola (Mustela nivalis) e la volpe (Vulpes vulpes) e le loro prede: il coniglio (Oryctolagus cuniculus), la lepre

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(Lepus europaeus), il riccio (Erinaceus europaeus), l’istrice (Hystrix cristata), il topo quercino (Eliomys quercinus), l’arvicola (Arvicola terrestris), nonché varie specie di rettili.

Pino d’Aleppo – Storia

Con il Decreto  n. 536/90 l’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana istituiva la Riserva Naturale Orientata “Pino d’”Aleppo” al fine di “salvaguardare le formazioni residue autoctone di Pinus halepensis e di ricostituire la pineta nelle aree a gariga degradata per azione dell’uomo”. Il Pino d’Aleppo è una varietà di pino specifica della Sicilia, in via di estizione, residuo di un vecchio bosco. L’albero, irregolare, può raggiungere anche i dieci metri di altezza. La riserva ricade nei territori comunali  di Vittoria, Comiso e Ragusa ed ha un’estensione di circa 3000 ettari tra area di riserva (zona A) e area di preriserva (zona B). La zona A non è costituita da un unico territorio ma da una serie di aree poste prevalentemente lungo i versanti della valle del fiume Ippari, con una distribuzione cosiddetta a “macchia di leopardo”, circondate dalle aree di preriserva o zona B, che rappresentano le fasce di protezione.
Numerose sono le emergenze archeologiche sparse in prevalenza nelle contrade Lavinia, Castelluccio, Martorina, San Lorenzo, Colobria.
Alla foce, non ricadente nel territorio dell’area protetta, sorse l’antica città di Camarina.