Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco – Flora e Fauna

Il territorio della Riserva è interessato da particolari fenomeni geologici caratterizzati da lenti ma imponenti movimenti franosi che, uniti all’azione di erosione dello strato superficiale del suolo, ha portato alla formazioni di massicci rocciosi. Esempio evidente è quello sul versante settentrionale di Monte Genuardo, in località Gurgo.

Monte Genuardo in generale risulta essere un massiccio di natura carbonatica formatosi in seguito alla sovrapposizione di sedimenti fossili marini risalenti al Triassico Superiore.

L’area risulta essere stata interessata da fenomeni vulcanici risalenti al Giurassico – Cretaceo Inferiore (135 milioni di anni fa) come testimoniato dai depositi di lava sottomarina, oggi affiorati, lungo la strada che porta in località Santa Maria del Bosco.

Due sono le fasce altimetriche caratterizzate da una differente copertura vegetazionale.

Al di sotto degli 800 m.s.l.m.m., sul versante meridionale, insiste una macchia boschiva a lecceto mista a querce caducifloglie.

Il sottobosco è caratterizzato da specie arbustive quali il biancospino comune, la rosa canina, il falso pepe montano, la vitalba e l’edera e da specie erbacee come l’endemico pigamo della Calabria o il giglio puzzolente.

Al disopra degli 800 metri s.l.m.m. regna la prateria montana connotata da specie erbacee tra cui il senecio di Sicilia e lo zafferano comune o rare specie endemiche come l’evax delle Madonie eil giaggiolo siciliano.

In prossimità del lecceto di Bosco del Pomo, insistono due aree umide. La prima è attraversata da due corsi d’acqua le cui sponde ospitano lecci, pioppi, salici pedicellati, esemplari di berretta da prete e carpini neri; nella seconda sono presenti due specchi d’acqua il cui perimetro è circondato da vegetazione tipica del microclima umido comprendente una cintura di rovi, prugnolo e roverella e diverse

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specie di piante idrofite come ranuncoli acquatici, lingua dacqua e piantaggine dacqua o diverse cialis 5 mg din pteridofite come il polipodio sottile, la felce femmina e lasplenio maggiore ed il cerfoglio meridionale.

La varietà faunistica presente è arricchita dalla presenza del lodolaio: una rara specie di falco con una particolare (per le ridotte dimensioni) coda.

Tra le aree boschive e quelle piu aperte vivono il coniglio selvatico, l’istrice, il toporagno o l’avicola di Savi; piccoli mammiferi questi ultimi, preda preferita dei rapaci notturni quali il barbagianni e l’allocco.

Nel bosco sono presenti fringillidi e cince e poi capinere e buy cialis online legal ghiandaie, cornacchie grigie, piccoli roditori e rettili tra cui il bellissimo ramarro e lucertole comunemente note quali la campestre e la siciliana.

Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco – Superficie e territorio

2552,91 Ha di cui

1683,33 in

zona A e 869,58 in zona B

Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco – Storia

L’aspetto naturalistico della riserva rappresenta ciò che resta delle antiche foreste che ricoprivano questi territori, ma non solo. All’interno dell’area protetta si trovano diversi ambienti: Monte Genuardo (1.180 m s.l.m.), la zona di Santa Maria del Bosco e la Località Bosco del Pomo, ma tutta la zona, dal punto di vista geologico, è interessata da lenti e imponenti movimenti franosi che, associandosi all’azione di erosione superficiale delle rocce, ha portato alla formazione di immensi blocchi rocciosi e disarticolati, sul più esteso dei quali si ritrova l’insediamento di Adranon. Da Monte Gurgo, sul settore settentrionale di Monte Genuardo, questo fenomeno è ben visibile. Il Monte è un massiccio carbonatico formatosi per la lenta sovrapposizione di sedimenti fossili su fondali marini antichissimi risalenti al Trias superiore (Era Secondaria: per intenderci, al tempo dei dinosauri) e via via attraverso le varie fasi climatiche e tettoniche sino ai sedimenti di argille e calcareniti dei giorni nostri.