Sughereta di Niscemi – Storia

La Sughereta di Niscemi è, assieme al Bosco di San Pietro di Caltagirone, il residuo di quella che un tempo era la più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale. Fin dal 1601, epoca in cui il territorio di Niscemi fu concesso in feudo alla famiglia Branciforti, il bosco iniziò ad essere utilizzato per la produzione di legname. Già nel 1718 l’uso dissennato di questa risorsa convinse Stefania Branciforti ad emanare precise disposizioni per limitare il suo sfruttamento.Nel 1852 una cospicua porzione del territorio della originaria sughereta fu acquisita dal demanio comunale, venendo in parte successivamente assegnata per la coltivazione ai contadini organizzati

nel movimento dei Fasci dei Lavoratori. Questo bosco di sughera ha come riferimento una quercia sempreverde molto simile al leccio. Questa pianta mediterranea riesce a crescere anche in presenza di un clima secco e arido. Cresce fino ai 15 m e può vivere anche cento anni.

La Fauna Tra gli uccelli ricordiamo il raro Picchio rosso maggiore che scava nel legno alla ricerca di prede, e le varie specie di rapaci che vi svernano o vi nidificano. Nel bosco vive

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la Coturnice e nidificano il Pendolino, l’Upupa, la Ghiandaia marina, il Gruccione e la Cannaiola. L’alterazione dell’ambiente ha portato alla scomparsa dell’Occhione, del Pellegrino e minaccia altre specie. Tra i rettili ricordiamo il Congilo, il Colubro leopardino dagli splendidi colori ocra, rosso e giallo, nonchè la Vipera comune. Sono presenti anche le farfalle Limentis reducta, Polissena ed il Bombice della Quercia.

La Flora L’elemento di maggiore interesse della riserva è la flora caratterizzata dalla Quercia da sughero, dall’Olivo, dal Leccio e dalla macchia sempreverde mediterranea le cui essenze caratteristiche sono l’Oleastro, il Carrubo e la Palma nana.

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