Saline di Trapani e Paceco – Storia

Nata nel 1995 e affidata in gestione al WWF, la Riserva si estende su una superficie di quasi mille ettari nei pressi di Trapani. Al suo interno piccole e grandi imprese esercitano la millenaria attività della “coltivazione” del sale.

Qui infatti le vasche per il sale funzionano ancora, scandite da albe e tramonti, stagioni e colori. E le vasche e le aree vicine sono divenute area di sosta di uccelli migratori, fra cui anche gli aironi. L’area è frequentata da circa 200 specie, come fenicotteri, spatole, aironi bianchi maggiori, garzette, falchi di palude, cavalieri d’Italia, fraticelli, il Gabbiano roseo, il Martin pescatore, l’Airone bianco maggiore.

L’Avocetta è stata eletta simbolo della Riserva. Una vera “attrazione” della Riserva è il cosiddetto “Fungo di Malta”, in realtà una pianta parassita e specie rara: in Italia, oltre alla zona fra Trapani e Marsala, è possibile osservarla solo in poche aree costiere della Sardegna e della Basilicata. Fra gli invertebrati,

troviamo un piccolo crostaceo, l’ Artemia salina, tuttora oggetto di grande interesse, sia in termini sistematici e di ricerca pura che di ricerca applicata.

Meta di un turismo di qualità, la Riserva offre allo sguardo attento del visitatore un museo del sale, che ricostruisce la simbiosi uomo

saline nello sviluppo socio-economico trapanese.

 

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