Saline di Priolo – Flora e Fauna

La vegetazione delle saline è caratterizzata dalla presenza di piante alofite e idrofile.

All’ inerno dell’area tutelata sono quindi individuabili diversi biotopi: il litorale sabbioso, i fragmiteti, gli scirpeti, i pantani e le zone di raccordo con i terreni un tempo coltivati;

Il litorale sabbioso è ricco di alofite quali la Ammophiletalia, tra cui la Pancratium maritimum,la Diotis maritima, l’Eryngium maritimum, l’Echinophora spinosa, la Calystegia soldanella, e specie alo-nitrofile quali Cakile maritima e Salsola soda.

I fragmiteti, oggi in espansione per la progressiva desalinizzazione delle acque hanno caratteristiche di monofitia a Phragmites communis o con presenza di Aster tripolium, Juncus subulatus, Suaeda maritima, Polygonum hydropiper, Calystegia sepium, Plantago major, Limonium serotinum.

Sul substrato più alofilo si trovano lembi di scirpeto a Scirpus maritimus.

I pantani possiedono una vegetazione a Ruppia maritima e a Lamprothamnion papulosum.

Notevole anche la varietà faunistica della Riserva, connotata dalla forte presenza di avifauna migratoria: tra le specie più frequenti: la sterna maggiore (Sterna caspia), il tuffetto (Tachybaptus ruficollis), l’ airone cenerino (Ardea cinerea), la volpoca (Tadorna tadorna), le anatre Moretta tabaccata (Aythya nyroca) e Mestolone (Anas clipeata), la beccaccia di mare (Haematopus ostralegus) o il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) e ancora tante altre impossibili da elencare.

Tra i mammiferi che vivono nella Riserva sono state riscontrate le presenza di riccio,crocidura,coniglio selvatico, topo campagnolo, donnola ed istrice.

La popolazione erpetofaunistica vede la presenza di discoglosso dipinto, colubro leopardino, testuggine palustre; ancora gechi, ramarri, biscia del collare.

Dal 2003, a seguito degli eccezionali eventi meteorici, si è ripristinato, tramite il canale che sottopassa la strada Priolo-Thapsos, un collegamento marino che ha permesso una spontanea risalita di Cefali, alcune Anguille (Anguilla anguilla), e, arrivati da alcuni canali alle spalle della riserva, di Gambusie (Gambusia holbrooki), specie ad oggi ancora presenti nell’invaso.

 

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