Pino d’Aleppo – Storia

Con il Decreto  n. 536/90 l’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana istituiva la Riserva Naturale Orientata “Pino d’”Aleppo” al fine di “salvaguardare le formazioni residue autoctone di Pinus halepensis e di ricostituire la pineta nelle aree a gariga degradata per azione dell’uomo”. Il Pino d’Aleppo è una varietà di pino specifica della Sicilia, in via di estizione, residuo di un vecchio bosco. L’albero, irregolare, può raggiungere anche i dieci metri di altezza. La riserva ricade nei territori comunali  di Vittoria, Comiso e Ragusa ed ha un’estensione di circa 3000 ettari tra area di riserva (zona A) e area di preriserva (zona B). La zona A non è costituita da un unico territorio ma da una serie di aree poste prevalentemente lungo i versanti della valle del fiume Ippari, con una distribuzione cosiddetta a “macchia di leopardo”, circondate dalle aree di preriserva o zona B, che rappresentano le fasce di protezione.
Numerose sono le emergenze archeologiche sparse in prevalenza nelle contrade Lavinia, Castelluccio, Martorina, San Lorenzo, Colobria.
Alla foce, non ricadente nel territorio dell’area protetta, sorse l’antica città di Camarina.   

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