Parco dell’Etna – Flora

La natura del sistema vegetale dell’Etna è fortemente connotata dall’origine vulcanica del rilievo che, per la diversa compattezza dei suoi suoli, per il continuo rimaneggiamento del substrato ad opera delle numerose colate laviche, per il variare delle temperature e delle precipitazioni in funzione dell’altimetria, presenta le condizioni favorevoli per uno sviluppo floristico vario ed estremamente ricco.Dagli studiosi il sistema organico vegetazionale dell’Etna, per comodità di studio, è stato suddiviso in tre piani altitudinali.

Il piano mediterraneo basale

Il piano mediterraneo basale dalla fascia costiera raggiunge i 1500 metri di altitudine s.l.m.. A causa delle difficili condizioni di vita presenti lungo la costa, spesso di natura rocciosa, la vegetazione qui ha dovuto adeguarsi.Nelle aree inaccessibili all’uomo ed inadatte alle colture ecco le alofite (piante proprie dei terreni salati) quali i il Finocchio di mare (Crithmum maritimum), lo Statice (Limonium virgatum), il Ginestrino delle scogliere (Lotus cytisoides), la Violacciocca (Matthiola incana); tra la vegetazione arbustiva la Ginestra comune (Spartium junceum), il Citiso (Cytisus villosus), lo Spazio spinoso (Calicotome infesta) e il piu localizzato Adenocarpus bivonii.Dove la natura dei luoghi ha permesso l’intervento umano gli agrumeti si spingono sino ai 500 metri a sostituire nei secoli l’antica macchia mediterranea di olivo e carrubbo.  Si raggiungono così i 1000 metri s.l.m. dove numerosi sono i vigneti, i mandorleti, i pistacchieti, individuabili sui versanti occidentali e i noccioleti su quelli orientali.Oltre tali quote compaiono le prime macchie boschive. Frequenti i castagni da frutto tra gli 800 e i 900 metri s.l.m. non di rado misti a pometi soprattutto nelle zone dei Comuni di Cassone e Milia.Lungo la fascia collinare e montana fino ai 1500 metri ecco il Leccio (Quecus ilex) misto ad Acero (Acer obtusatum), il Carpino nero (Ostrya carpinifolia) e il Frassino (Fraxinus ornus). Quindi  i boschi di Querce caducifoglie (Quecus virgiliana, Quercus dalechampii e Quercus cerris) localizzabili sui versanti occidentali.Di particolare interesse, insediato tra i 400 e i 1000 metri, il Bagolaro di Tournefort (Celtis Tourneforii) specie presente solo lungo le pendici del vulcano e sui Monti Nebrodi.

Il piano montano mediterraneo

Ad una quota compresa tra i 1500 e i 2300 metri il piano montano mediterraneo è caratterizzato dalla presenza di macchie boschive di Faggio (Fagus sylvatica) e Betulla (Betulla aetnensis).

Quest’ultima, originaria del Nord Europa e delle Alpi, trovando lungo le pendici dell’Etna la stazione più meridionale, ha subito, per potersi adeguare alle nuove condizioni climatiche, delle modificazioni genetiche che l’hanno resa l’unico endemismo arboreo etneo.

Il piano altomediterraneo

Superati i 2000 metri di quota scompare ogni forma di vegetazione arborea e  tra i 2100  e i 2500 metri, l’endemico Spino santo (Astragalus siculus) riveste in modo discontinuo le sabbiose pendici del vulcano.

Lo Spino santo grazie l’apparato radicale di cui è dotato riesce a compattare i terreni più incoerenti offrendo così rifugio ad altre specie vegetali dell’Etna quali: il Senecio (Senecio aetnensis), la Viola dell’Etna (Viola aetnensis), il Romice (Rumex aetnensis), il Centograni etneo (Scleranthus aetnensis) e la Saponaria (Saponaria sicula).Man mano che le altitudini aumentano le macchie vegetali si fanno più rare.E’ il regno dell’Antemide (Anthemis aetnensis) e della Robertia (Robertia taraxacoides)Oltre i 3000 metri è il deserto vulcanico.