Parco delle Madonie – Flora

La distribuzione delle specie vegetali di un territorio non avviene mai in modo casuale ma sempre attraverso un sistematico e lento processo evolutivo subordinato nel suo mutare ai più diversi fattori: dal gradiente altimetrico al substrato roccioso, dall’aspetto morfologico del territorio al clima della regione.Il massiccio madonita oltre a rappresentare per la varietà del suo patrimonio floristico un immenso “giardino botanico” al centro del Mediterraneo è ancora più una tangibile testimonianza degli antichi collegamenti tra la Sicilia e la penisola Italiana, il nord Africa la penisola Iberica e quella Balcanica.A testimoniare i rapporti biogeografici intercorrenti tra la nostra isola e le altre regioni insulari e continentali circostanti il notevole patrimonio di endemismi interregionali presenti: dal Giaggiolo siciliano, comune a Sicilia e Puglia, al Cavolo Rupreste, presente in Sardegna e Corsica, dall’ Evax delle Madonie, presente in alcune località della Spagna, al Cardo Cretese localizzato anche in Corsica e nella ex Jugoslvia. Per citarne altre, la Bivonea Gialla nota in Sicilia, Sardegna e Algeria e il Lino di Montagna individuato oltre che in Sicilia ancora in Algeria e Grecia.Da un’attenta osservazione dei panorami vegetali madoniti è possibile coglierne i diversi aspetti: dalla fascia basale- costiera fino ai 400 m.s.l.m., dove l’attività antropica è più forte, prevale il paesaggio agricolo con i suoi agrumeti, i secolari oliveti, i vigneti, e le colture cerealicole oltre alle varie espressioni di vegetazione mediterranea caratterizzate dalla presenza di specie xerofile e arbustive quali l’Olivastro (Olea europaea var. silvestris), il Carrubo (Ceratonia siliqua) o il Lentisco (Pistacia lentiscus).Lungo la zona altimetrica a clima mediterraneo – temperato, tra i 400 ed i 1300 m.s.l.m., la vegetazione è caratterizzata da formazioni boschive di Querce da Sughero (Quercus suber), dal Leccio (Quercus ilex), presente soprattutto lungo i versanti settentrionali dei territori comunali di Collesano, Cefalù, Castelbuono, e dalla Roverella (Quercus pubescens), che, in formazione mista, associata all’Acero campestre (Acer campestre), al Frassino e allo stesso Leccio, raggiunge oltre i 1200 metri s.l.m..Lungo la fascia supra-mediterranea, detta anche “fascia colchica”, per la presenza del Colchide caucasico a tre foglie (Colchicum trifyllum), la vegetazione forestale relitta è connotata dal bosco misto di Rovere (Quercus petraea) e Agrifoglio (Ilex aquifolium). Elementi caratterizzanti sono ancora il Tasso, il Bosso e l’Alloro (Laurus nobilis).Associati al bosco misto anche il Cerro (Quercus cerris), la Roverella , l’Olmo (Ulmus glabra), assai raro in Sicilia, il Sorbo torminale (Sorbus torminalis) , l’Acero Ungherese (Acer obtusatum) e il Biancospino di Sicilia (Crataegus laciniata).Tra le specie arbustive ancora il Pungitopo (Ruscus aculeatus), la Dafne (Daphne laureola), la Rosa selvatica (Rosa canina), il Pero Mandorlino (Pyrus amygdaliformis) e la Clematide (Clematis vitalba).Questa fascia altimetrica riveste un rilevante valore geobotanico, forestale ed estetico soprattutto per la presenza di specie endemiche rare: primo tra tutti l’Abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis), un rarissimo endemismo di cui restano appena 30 esemplari al mondo, o gli Agrifogli pluricentenari di Piano Pomo o ancora la macchia boschiva di Piano Pomieri.La successiva fascia montano-mediterranea raggiunge i 1700 m.s.l.m., ed è caratterizzata dalla forte presenza del Faggio (Fagus sylvatica). Ad esso si associano il Sorbo meridionale (Sorbus grecae), l’Euforbia dei faggeti (Euphorbia amygdaloides subsp. arbuscula), il Biancospino di Sicilia, l’Agrifoglio e il Crespino dell’Etna (Berberis aetnensis).Al di sopra di queste altitudini, dove le condizioni di vita vegetale si fanno critiche e dove il “climax vegetale” non può affermarsi la rada vegetazione è costituita principalmente dall’Astragalo dei Nebrodi (Astracantha nebrodense).