Oasi di Vendicari – Flora e Fauna

Le condizioni ambientali della Riserva hanno creato un habitat particolarmente accogliente per la vegetazione di piante acquatiche e riparali, per l’evoluzione della popolazione di invertebrati o microvertebrati e per l’avifauna che da questi ultimi trae nutrimento. L’Habitat multiforme è ripartito in differenti biotopi: costa rocciosa, costa sabbiosa, macchia mediterranea, pantani salmastri e di acqua dolce, saline, garighe e aree coltivate.

La gariga a timo arbustivo, palma nana e a spinaporci domina sui suoli sabbiosi; lungo la costa rocciosa frequenti sono i cespugli di finocchio di mare e statice siracusano.

Attorno le aree umide consueti la salicornia fruticosa che colora di rosso le rive e la salicornia glauca o il canneto che offrendo riparo a parecchie specie di invertebrati e microvertebrati si presta a luogo di nidificazione e caccia per l’avifauna palustre.

Di particolare interesse botanico restano le stazioni di efedra fragile che, spesso in associazione vegetale con il ginepro coccolone, ben si adattano ai terreni aridi delle dune costiere caratterizzate da alte percentuali di salinità nell’aria e nell’acqua e da temperature elevate. L’efedra fragile vive solo in Sicilia, Sardegna e Calabria. Si tratta di una forma arbustiva , generalmente di forma arrotondata, costituita da rami cilindrici verdi e flettuosi.

La fauna è connotata dalla ricchissima presenza stagionale di numerosa specie di uccelli migratori.

Da metà agosto molte sono le specie di

ciconiformi presenti nella Riserva: dagli aironi cinerini alla garzette alle spatole. Ai gabbiani rosei si accompagnano i reali e i corsi. Con la stagione autunnale e l’inizio delle prime piogge e il conseguente innalzamento del livello delle acque salmastre l’ambiente faunistico si arricchisce della presenza di trampolieri quali gambecchi

e piovanelli. Ottobre è il mese delle anatre e dei fenicotteri provenienti dalla Camargue francese diretti in Tunisia. L’inverno inoltrato vede l’arrivo di folaghe e volpoche dalla livrea bianca e nera.

Nelle stesse acque svernano l’upupa e il pettazzaurro in viaggio verso climi più caldi del continente africano.

A febbraio iniziano i flussi migratori di ritorno. Tra le tante presenze, frequente resta quella del mignattaio, un ibis dai colori porpora e di piccoli trampolieri, i limicoli, tra cui il cavaliere d’Italia.

 

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