Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio – Flora e Fauna

Tra le più importanti Riserve per l’alto valore paleontologico, sono stati rinvenuti nel suo territorio fossili tra i più antichi e preziosi dell’isola.

Sedimenti e stratificazioni dell’epoca del Permiano (Era Paleozoica), foraminiferi, spugne, briozoi, brachiopodi (molluschi bivalvi), ammoniti, trilobiti (simili agli attuali crostacei) e ostracodi, organismi preistorici vissuti nelle acque dell’oceano Tetide che , progenitore del Mediterraneo attuale, si incuneava nel continente della Pangea, prima che venisse frammentato nei continenti attuali.

Diversi i siti dal rilevante interesse geologico: il Vallone delle Acque Bianche e Pizzo Castellazzo con la colata lavica che estendendosi fino alla località di Croce del Gallo termina a Burgio.

Il sistema idrogeologico dell’area è poco complesso; i corsi d’acqua, a regime torrentizio, hanno carattere prevalentemente stagionale. Solo il fiume Sosio riesce a mantenere il medesimo regime durante l’intero arco dell’anno.

I rilievi della Riserva si mostrano frastagliati; con alte pareti rocciose, spuntoni di pietra e ripide pendici offrono riparo ad una nutrita biodiversità vegetazionale e faunistica.

La macchia boschiva più rilevante è quella del Bosco di Sant’Adriano dove predomina il leccio. Dove i versanti si addolciscono a quest’ultima si accompagna la roverella.

Alle due specie dominanti quindi si affiancano il carpino nero, lorniello e lacero campestre, oltre a diversi arbusti di sottobosco come il corbezzolo, l’erica arborea, il biancospino, il pungitopo, la ginestra spinosa, la rosa di San Giovanni e il prugnolo.

Nelle aree caratterizzate da notevole pendenza, Pizzo Gallinaro (1220 m.s.l.m.m.) e Serra del Biondo (1138 m.s.l.m), le fessure che si aprono sulle pareti ospitano specie tipicamente rupestri: l’olivastro, l’euforbia arborea, la rara vedovina delle scogliere, la camomilla delle Madonie, il cavolo rupestre e la bocca di leone siciliana.

La particolare conformazione morfologica dei rilievi della riserva offre l’habitat più adatto alla nidificazione di rapaci quali l’aquila del Bonelli, il nibbio (bruno e reale) e il merlo acquaiolo, la cui presenza garantisce sulla qualità ambientale della Riserva.

Le macchie boschive e quella a prateria offrono spazi di nutrimento a molti piccoli mammiferi ed insetti e di conseguenza sono territorio di caccia e sostentamento per specie quali il falco grillaio, il nibbio, il gheppio e di notte per rapaci come lallocco, la civetta e il barbagianni.

 

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