Laghetti di Marinello – Storia

La riserva è nata nel 1998 ed affidata alla Provincia Regionale di Messina. Si estende su una superficie di circa 378 ettari ed è una delle poche aree costiere della Sicilia nord-orientale ancora in buono stato di conservazione e la cui peculiarità è quella di contenere in una così ristretta porzione di territorio una notevole quantità di ambienti. Si passa infatti dalle sabbie marine costiere agli ambienti lacustri salmastri, ai ripidi pendii ed alle rupi a strapiombo sul mare. Ove il territorio lo consente, ci sono anche coltivazioni di viti ed ulivi, che ben si integrano nel paesaggio della Riserva. Particolare valore

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naturalistico hanno i laghetti salmastri che caratterizzano il litorale sabbioso situato sotto le rupi di Capo Tindari, che costituiscono insieme ai laghi di Ganzirri gli ultimi esempi di ambiente salmastro costiero tuttora presenti nella Sicilia nord-orientale.

La storia di questi laghetti appare sempre legata all’influenza del santuario: nel 1982 le maree tracciarono un lago dal profilo sembiante ad una donna con bimbo in grembo, che la fede popolare attribuì alla madonna nera di Tindari.

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