Isola di Lampedusa – Storia

L’isola è un tratto affiorante della piattaforma continentale africana ed è costituita da successioni sedimentarie di terreni calcarei depositatesi durante il Miocene medio-superiore. L’origine africana di Lampedusa rende estremamente interessante il suo patrimonio naturalistico sotto il profilo biogeografico, per la presenza di aspetti faunistici e floristici tipici dell’areale nordafricano. L’isola è stata interessata dalla presenza umana sin dalla preistoria ed è documentata la presenza di fenici, cartaginesi, greci, romani, arabi. I naturalisti che la visitarono nei secoli scorsi, la descrivono ricoperta da una fitta e ricca macchia mediterranea, ma la colonizzazione operata dai Borboni nel 1843, portò alla scomparsa dell’originario manto vegetale. L’erosione eolica e il dilavamento delle piogge resero ben presto

l’isola simile ad un tavolato di nuda roccia, ma ancora oggi Lampedusa rappresenta un’ambiente insulare unico in tutto il Mediterraneo.

L’area tutelata va da Cala Greca al Vallone dell’Acqua e comprende al suo interno i valloni Cala Galera, Forbice e Profondo. Si tratta di zone a macchia mediterranea che il Corpo Forestale della Regione Sicilia ha inteso recuperare.

Appartenente all’arcipelago delle Pelagie, i suoi 300 ettari offrono tutt’oggi rifugio ad alcuni grandi rapaci, come i falchi pellegrini e falchi della regina. Il marangone dal ciuffo è  poi una specie esclusiva di Lampedusa. Nel tipico paesaggio mediterraneo, fiorisce l’asfodelo, che anticamente si riteneva il fiore dei morti. Sulle sue sabbie dunose, oggi trova riparo la tartaruga caretta caretta, che ha scelto Lampedusa come sito ideale per la ovodeposizione.

La spiaggia dei Conigli è forse il luogo più famoso per i turisti naturalisti: un ambiente incontaminato scandito dalla spiaggia di sabbia bianca e finissima. Alcune specie vegetali molto rare, quali la Caralluma europea, la Centaurea acaulis, i Ginepri fenici sono sopravvissute al disboscamento. Riserva Naturale isola di Lampedusa