Grotta dei Puntali – Storia

La Riserva Naturale Integrale “Grotta dei Puntali” rappresenta una delle emergenze naturalistiche più interessanti della Sicilia occidentale, in quanto racchiude in se’ testimonianze di alta valenza scientifica e storica legate a molteplici aspetti.

Un vero e proprio scrigno contenente testimonianze paleontologiche ed archeologiche oltre a numerose peculiarità faunistiche (invertebrati cavernicoli e chirotteri) altrove raramente riscontrabili.

Grotta dei Puntali, (conosciuta anche come Grotta Armetta, Grotta delle Stallattiti, Grotta di Piraino) vero e proprio gruppo di quattro cavità di origine marina, scavate in un’antica linea di rive era già nota al Fazello ed è stata ampiamente descritta da Antonio De Gregorio, che effettuò degli scavi negli anni ’20 e ’40 del sec. XX, da Ramiro Fabiani e dal tedesco Hans Pholig nel 1893.

Le ricerche archeologiche furono, invece, condotte nel 1970, per conto della Soprintendenza alle Antichità, da Giuseppe Mannino, che individuò una frequentazione della grotta quasi ininterrotta dal Paleolitico supe – riore sino alla media età del Bronzo.
I reperti più antichi si riferiscono ad industria litica peculiare del Paleolitico Superiore, quali frammenti ceramici, punti di selce, lame, grattatoi e bulini, a cui si associano resti di bos primigenius e cervus elaphus.

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