Fiume Ciane e Saline di Siracusa – Flora e Fauna

L’area vincolata a Riserva Regionale oggi risulta fortemente antropizzata a causa dei continui interventi di bonifica che hanno portato ad un graduale e irreversibile impoverimento delle falde acquifere e all’insalinizzazione delle acque; l’aspetto paesistico ne risulta così irrimediabilmente impoverito e degradato.

E sono ormai lontani i tempi in cui la vegetazione lungo il fiume Ciane era fortemente connotata dalla presenza del papiro che con i suoi flessuosi culmi caratterizzava paesaggisticamente l’intero areale.

Ad oggi della vegetazione residuale si possono individuare due unità tipologiche.

La prima comprende specie semisommerse: il Nasturtium officinale R. Br. Apiumnodiflorum (l.) Lag., la Mentha aquatica L., la Alisma plantago-aquatica L.

La seconda classe include piante sommerse: il Potamogeton crispus L., la P. natansL., il Ceratophyllum demersum L. e il Myriophyllum verticillatus L..

Tra le galleggianti singolare resta la presenza della Azolla caroliniana W., che formando coperture estese nelle anse più tranquille sembra prevalere su Lemma trisulca L. e su L. minor. L.

Lungo le sponde l’aspetto vegetativo è caratterizzato da due diverse associazioni: : il Caricetu riparia, in cui dominano la Carex riparia Curtis, mista a Sonchus maritimus L., l’ Epilobium parviflorae Schr.,il Rumex conglomerata e il Cyperetosum papyri. Questa associazione comprende specie talora vistose, come l’Iris psedoacarusL., dalle bellissime infiorescenze gialle, la velenosa Solanum dulcamara L., dai delicati fiori violacei, la rampicante Calystegia saepium (l.) R. Br., dalle solitarie campanule bianco-rosate. Tuttavia due sono le specie che strutturalmente dominano : la Phragmites australis (Cav.) Trin., e Cyperus papyrus L. ssp. Siculus (Parl.) Chiov.

Le particolari condizioni ambientali dell’ area hanno determinato la formazione di un habitat naturale particolarmente accogliente per l’avifauna.

Fino a pochi anni fa l’attività nell’area di Siracusa della salicoltura, il cui ciclo produttivo aveva inizio a febbraio, favoriva, per la presenza di pantani di accumulo, vasche ausiliarie, vasche di produzione e di raccolta del sale l’arrivo di uccelli acquatici di diversa taglia: dal Falco pescatore al Cavaliere d’Italia e alle Folaghe.

La cessazione della produzione di sale e il variare delle condizioni atmosferiche verificatesi negli ultimi anni hanno comportato un mutamento delle abitudini migratorie dell’avifauna; le insufficienti precipitazioni atmosferiche e il conseguente abbassamento del livello dell’acqua negli invasi hanno determinata una sempre maggiore presenza di Ciconiformi

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e di piccoli Caradriformi a tutto svantaggio degli Anatidi e delle Folaghe un tempo più numerose.

Del patrimonio avifaunistico della Riserva occorre ricordare ancora la Gallinella d’acqua, il Porciglione e il Tarabusino, e ancora la Cannaiola, il Pendolino e il Martin Pescatore.

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