Saline di Trapani e Paceco – Comune: Trapani

Elenco risorse

Santuario dell’Annunziata (1315 – 1332, rif. 1760)

Chiesa di Sant’Agostino (XIV sec)

Ex Convento dei Padri Carmelitani di Trapani (fond. XIV sec.)

Chiesa di Santa Maria del Soccorso (fond.XV sec,rif.1874)

Chiesa di Santa Maria del Gesù (XVI sec)

Chiesa di San Domenico (XVII sec su prec. impianto)

Chiesa di Santa Maria dell’Immacolata (1621)

Cattedrale di San Lorenzo (1635 su prec. impianto del XIV sec)

Chiesa del Purgatorio (1683)

Chiesa del Collegio (XVII sec.)

Chiostro dei Domenicani (XVII sec su prec impianto del XIV sec)

Chiesa di San Nicolò Mirense

Isola Colombaia (III sec a.C.)

Resti del Castello di terra (1186)

Palazzo della Giudecca (XVI sec)

Torre di Ligny (1671)

Fontana di Saturno (XVI sec)

Palazzo Senatorio, ex Palazzo municipale (1696 – 1702)

Giardini pubblico Villa Margherita (XIX sec)

Palazzo D’Ali (1904)

Edificio liberty delle Poste e Telegrafi (1924)

Fontana del Tritone (1951)

Museo della Preistoria

Museo regionale Agostino Pepeoli

Biblioteca Fardelliana (1830)


Sagre e feste

Venerdì e sabato Santo Processione dei Misteri

luglio - agosto Luglio Musicale Trapanese

Saline di Trapani e Paceco – Comune: Paceco

Elenco risorse

Chiesa Madre (XVII sec e ricostruita nel XVIII sec)

Chiesa del Rosario

Torre di guardia o “Raisi Debbi”(XVI sec)

Saline di Nubia

Museo del Sale


Saline di Trapani e Paceco – Flora e Fauna

L’habitat delle saline, fortemente selettivo per le particolari condizioni ambientali dovute all’alta concentrazione di sale nell’acqua e nel suolo, ben si presta al proliferare di piante alofite; piante che pur assumendo il sale non lo accumulano ma lo eliminano mediante particolari processi secretivi cellulari.

Lungo gli argini dell’area umida crescono la Salicornia radicans, la Athrocneum glaucum, la Halocneum strabilaceum, la Halimone portulacoides, la Suaeda vera a la Atriplex alimus

Tra i bacini per la coltivazione del sale, ormai abbandonati, prolifera la Salicornia radicans.

Una non comune presenza è rappresentata dal fungo

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di Malta, così chiamato per il suo aspetto. In realtà si tratta della Cynomorium coccineum; una pianta priva di clorofilla solo apparentemente somigliante ad un micelio.

Tra le piante annuali: la Mesembryanthemum nodiflorum, la Frankenia pulverulenta, il Bupleurum semicompositum e il Limonium avei.

Il tratto sabbioso dunale, tra la salina di Ronciglio e il canale Baiata, è dominio delle psammofile Agropyron junceum e Matthiola tricuspidata miste a Linula chritmoides, a Halimone portulacoides a Limonium serotinum e all’endemica Calendula Marittima.

Notevole la varietà faunistica della Riserva, connotata dalla forte presenza di avifauna migratoria che qui sosta prima di attraversare il Canale di Sicilia per raggiungere il continente africano.

Limicoli provenienti dal nord europa, la pittima reale, la vocifera pettegola, il gregario combattente, il voltapietre e il piovanello pancianera convivono con i gambecchi, con le avocette dalle zampe azzurre e i cavalieri d’Italia dal sottile becco nero.

In inverno spatole, fenicotteri, aironi bianchi maggiori, volpoche, avocette, fischioni, moriglioni, mestoloni, codoni si concentrano nei bacini abbandonati.

Sono 187 le specie censite,impossibile elencarle tutte.

E mentre nelle acque dolci del canale Baiata le cannaiole e i tarabusini si alternano nel canto, con il calar della notte appaiono i primi mammiferi: volpi, conigli, donnole.

In queste acque è stato avvistato il Myotis capaccinii, una specie di pipistrello ormai in via di estinzione.

Non di rado nelle ore diurne, quando la temperatura si alza, si possono incontrare fuori dalle loro tane ramarri, cervoni, biacchi, lucertole siciliane e campestri alla ricerca della loro preda.

Saline di Trapani e Paceco – Superficie e territorio

910,60 ha di cui http://viagraforwomentreated.com/ suddivisi in http://pharmacyonlinestorein.com/ zona A di Riserva tadalafil online (707 ha) http://cialiscouponedtrial.com/ e zona B di tadalafil dosage Pre-Riserva (278,75 cialis online ha)

Saline di Trapani e Paceco – Storia

Nata nel 1995 e affidata in gestione al WWF, la Riserva si estende su una superficie di quasi mille ettari nei pressi di Trapani. Al suo interno piccole e grandi imprese esercitano la millenaria attività della “coltivazione” del sale.

Qui infatti le vasche per il sale funzionano ancora, scandite da albe e tramonti, stagioni e colori. E le vasche e le aree vicine sono divenute area di sosta di uccelli migratori, fra cui anche gli aironi. L’area è frequentata da circa 200 specie, come fenicotteri, spatole, aironi bianchi maggiori, garzette, falchi di palude, cavalieri d’Italia, fraticelli, il Gabbiano roseo, il Martin pescatore, l’Airone bianco maggiore.

L’Avocetta è stata eletta simbolo della Riserva. Una vera “attrazione” della Riserva è il cosiddetto “Fungo di Malta”, in realtà una pianta parassita e specie rara: in Italia, oltre alla zona fra Trapani e Marsala, è possibile osservarla solo in poche aree costiere della Sardegna e della Basilicata. Fra gli invertebrati,

troviamo un piccolo crostaceo, l’ Artemia salina, tuttora oggetto di grande interesse, sia in termini sistematici e di ricerca pura che di ricerca applicata.

Meta di un turismo di qualità, la Riserva offre allo sguardo attento del visitatore un museo del sale, che ricostruisce la simbiosi uomo

saline nello sviluppo socio-economico trapanese.