Riserva dello Zingaro – Comune: San Vito lo Capo

Elenco risorse

Il Torrazzo

Il Santuario

Tempietto di Santa Crescenza

Palazzo La Porta (XIX sec)

Museo del Mare


Sagre e feste

10-17 giugno Festa di San Vito (Patrono)

settembre Tempu ri capuna

ultima settimana di settembre CousCous Fest

Riserva dello Zingaro – Comune: Castellamare del Golfo

Elenco risorse

Castello di Castellamare

Chiesa Madre (XVIII sec)

Chiesetta del Rosario o della Madonna dell’Agnuni


Sagre e feste

22 maggio Festa di Santa Rita

19-21 agosto Festa di SS.Maria del Soccorso

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Riserva dello Zingaro – Perché visitarlo

Scopello

Cala Mazzo di Sciacca

Grotta del Sughero

Grotta dell’Uzzo

Borgo Cusenza

Monte Passo del Lupo

Museo della Civiltà contadina

Museo delle attività marinare

I sentieri

Percorso 1: sentiero principale costiero

Punto di partenza: Scopello (Ingresso Sud)

Arrivo: San Vito Lo Capo (Ingresso Nord)

Percorso: Ingresso Sud – Galleria – Punta Capreria – Cala del Varo – C.da Zingaro – Cala Marinella – Torre dell’Uzzo – Tonnarella dell’Uzzo – Ingresso Nord

Lunghezza: 7 Km circa

Durata: 2 ore (sola andata)

Rifornimenti d’acqua: Cala del Varo (nei mesi estivi) – Museo Civiltà Contadina in C.da Uzzo

Percorso 2: mezza costa

Punto di partenza: San Vito Lo Capo (Ingresso Nord)

Arrivo: Rifugio Forestale in C.da Uzzo

Percorso: Tonnarella dell’Uzzo – Torre dell’Uzzo – Cala Marinella

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– C.da Sughero – Borgo Cusenza – Canalone Grotte Mastro – Peppe Sino – Rifugio Uzzo

Lunghezza: 6 Km circa

Durata: 3 ore

Rifornimenti d’acqua: Pozzi d’acqua piovana in C.da Sughero

Variante mezza costa

Punto di partenza: Sud est versante Scopello – Punto di partenza Sentiero alle spalle del Centro Visitatori

Arrivo: Rifugio Forestale in C.da Uzzo

Percorso: Pizzo del Corvo – C.da Sughero – Borgo Cusenza – Canalone Grotte Mastro Peppe Sino – Rifugio Uzzo

Lunghezza: 8 Km circa

Durata: 4 ore circa

Rifornimenti d’acqua: Pozzi d’acqua piovana in C.da Sughero

Percorso 3: Zingaro alto

Punto di partenza: San Vito Lo Capo (Ingresso Nord)

Arrivo: Sentiero principale in prossimità di C.da Marinella

Percorso: Sentiero principale – bivio per Sughero – Borgo Cusenza – M.te Passo del Lupo – Portella Mandra Nuova – M.te Speziale – Pianello – M.te Scardina – Pizzo Passo del Lupo – Pizzo del Corvo – C.da Sughero – C.da Marinella

Lunghezza: 14 Km circa

Durata: 7-8 ore

Rifornimenti d’acqua: Pozzi d’acqua piovana in C.da Sughero, abbeveratoio M.te Acci – pozzo in C.da Pianello presso Marcato della Sterna

Riserva dello Zingaro – Flora e Fauna

La Riserva istituita a poca distanza da Monte Cofano conserva ancora integri numerosi ambienti naturali di notevole interesse naturalistico e paesaggistico rappresentando per questo un caso unico di mantenimento della biodiversità.

Estesa per 1600 ettari, l’area di tutela si affaccia con alti muraglioni calcarei sulla costa, la cui continuità viene frequentemente interrotta da insenature, calette e anfratti rocciosi dall’incredibile effetto.

Differenti gli ecosistemi che durante un ipotetica ascensione dal mare verso la cima del Monte Speziale si potrebbero incontrare; le rupi litoranee, sublitoranee e le alture interne ospitano una gran varietà di specie

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endemiche quali il limonio (Limonium flagellare) esclusivo del tratto di costa compreso tra lo Zingaro e la località balneare di Balestrate, il perpetuino (Helichrysum rupestre var. rupestre), il garofanino (Dianthus rupicola) il fiordaliso di Sicilia (Centaurea ucriae), la finocchiella (Seseli boccone), il cavolo selvaggio (Brassica drepanensis), l’erba perla (Lithodora rosmarinifolia), il vilucchio turco (Convolvolus cneorum) e il rarissimo limonio di Todaro (Limonio di todaroanum).

La gariga ad arbusti è dominata dalla palma nana che qui assume portamento arbustivo mista ad espressioni endemiche quali la Serratula cichoracea subsp. mucronata, e numerose orchidee terricole come la Ofride (Ophrys Simulata), l’Ophrys oxyrrhynchos, endemica della Sicilia e l’orchidea di Branciforti (Orchisbrancifortii)

Particolare la presenza di alberi da sughero nell’area di Pizzo Candela e contrada Uzzo; ultima testimonianza della formazione forestale a sughera un tempo molto più estesa e oggi quasi scomparsa.

Singolare di questa macchia boschiva, qui localizzata, è che questa generalmente preferisca suoli silicei a reazione acida piuttosto che quelli calcarei della Riserva.

All’interno del perimetro dello Zingaro sono presenti anche zone umide e forre con la particolare vegetazione ripariale di lisca a foglie strette, di carice ispida, di giunco tenace, di sedano comune e dacqua, di alice pedicellato, di olmo canescente, di trifoglino palustre, di canna domestica e giunchetto meridionale; vegetazione che assume un ruolo importantissimo nei confronti della fauna stanziale.

La notevole varietà di habitat presenti offre condizioni ideali di vita per un gran numero di specie animali; dai rapaci diurni quali l’aquila del Bonelli, il falco pellegrino, la poiana o il gheppio

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a quelli notturni come il barbagianni, l’allocco o la civetta. E quindi anche alle loro prede; piccoli mammiferi quali il topo di campagna o il ratto, il coniglio selvatico e la lepre e ancora l’istrice e la donnola.

Nutrita la varietà di rettili: il piccolo geco, l’emidattilo,il gongolo occellato (simile ad una lucertola) e la stessa lucertola siciliana e campestre. Non mancano il biacco e la vipera, il lungo saettone e la coronella.

Nelle pozze d’acqua in contrada Acci è possibile imbattersi nel granchio d’acqua dolce o nel disglosso, anfibio assente nel resto d’Italia.

 

Riserva dello Zingaro – Superficie e territorio

1600 ha di cui 1600 in zona A

e 0 in zona B

Riserva dello Zingaro – Storia

La costa dello Zingaro è una delle pochissime in Sicilia senza strada litoranea, malgrado ne fosse stata prevista una ed effettivamente iniziata già nel 1976. Per ottenere la sospensione dei lavori e la revoca del finanziamento, dal 1980 al 1981 parecchie associazioni naturalistiche attraverso una massiccia campagna di stampa, sensibilizzarono l’opinione pubblica coinvolgendo migliaia di cittadini in una marcia di protesta che ebbe luogo il 18 maggio 1980, dove pacificamente e simbolicamente si prese possesso del

territorio.
Aderendo al movimento di opinione contro l’apertura della strada costiera, l’Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana dichiara nel 1980 l’impegno di espropriare l’area dello Zingaro perché di grande interesse ambientale.
Successivamente, con la legge regionale 98/81, viene ufficialmente istituita la
RISERVA NATURALE ORIENTATA “ZINGARO, prima riserva in Sicilia affidata in gestione all’Azienda Regionale Foreste Demaniali.
Oggi la Riserva si estende nella parte Occidentale del Golfo di Castellammare, nella penisola di San Vito lo Capo che si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani. Il territorio ricade

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per gran parte nel comune di San Vito lo Capo e in misura minore nel comune di Castellammare.
All’interno della riserva si trovano il Museo Naturalistico, il Museo delle Attività Marinare, il Museo della Civiltà Contadina, dove è riprodotto il ciclo completo del grano, il Centro di Educazione Ambientale, due aree attrezzate e dei caseggiati rurali adibiti al bivacco.