Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio – Comune: Bivona

Elenco risorse

Cappella della Madonna della “Prescia” (ant. 1834)

Chiesa del Carmine (XIV sec)

Chiesa di Sant’Isidoro (XVII sec)

Chiesa di Santa Rosalia (XVI sec.)

Chiesa Madre (Chiesa Mater Salvatoris) (XVII sec)

Convento dei Cappuccini (XVI sec)

Palazzo Marchese Greco (XVIII sec)

Santuario Madonna dell’Olio (XVI sec)

Torre dell’Orologio ( ant. 1588)


Sagre e feste

19 marzo Festa di San Giuseppe

il giorno di Pasquetta Festa della Madonna dell’Olio

30 maggio Festa della Madonna della Prescia

penultima domenica di giugno Corpus Domini

4 settembre Celebrazione di Santa Rosalia

4 ottobre Celebrazione di San Francesco d’Assisi

Pasquetta Festa della Madonna dell’Olio

Agosto Sagra della Pesca

Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio – Comune: Burgio

Elenco risorse

Chiesa del Santuario di Rifesi (1170)

Sant’Antonio Abate (Chiesa Madre) (XII sec.)

Chiesa di Santa Maria della Misericordia (1175)

Chiesa di San Luca (ant. 1306)

Chiesa di SS. Maria del Carmelo (ant 1460)

Chiesa di San Vito (ant.1522)

Chiesa e convento di Santa Caterina (XVII sec.)

Chiesa di San Giuseppe (1623)

Chiesa del Convento dei Cappuccini (1634 – 1647)

Castello Peralta (ant Xsec.)

Museo delle Mummie presso il Convento dei Cappuccini


Sagre e feste

17 gennaio Celebrazione di S.Antonio Abate

19 Marzo Celebrazione di S.Giuseppe

Settimana Santa

Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio – Comune: Chiusa Sclafani

Elenco risorse

Chiesa Madre di S. Nicolo di Bari (XIV sec.)

Chiesa di Santa Caterina (XVI sec.)

Chiesa di S.Maria Assunta

Oratorio di S.Sebastiano

Chiesa di S.Leonardo

Complesso della Badia con la chiesa della SS. Annunziata.


Sagre e feste

1 gennaio "Nisciuta du Bamminu"

19 marzo Festa di San Giuseppe

Venerdì Santo

maggio Celebrazione di San Nicola ( Patrono)

prime due settimane di agosto Celebrazione della Madonna Assunta

ultima domenica di agosto Celebrazione della Madonna delle Lacrime

13 dicembre Celebrazione di Santa Lucia

24 e 25 agosto Fiera di San Bartolomeo

giugno Sagra delle ciliegie

novembre Sagra dell’olio e dell’oliva da mensa Giarraffa

Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio – Comune: Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio

Elenco risorse

Chiesa Maria SS Assunta (XV sec.)

Chiesa di San Nicolò (XV sec)

Chiesa Maria SS del Lume (XVIII sec.)


Sagre e feste

17 gennaio Festa S. Antonio

17 gennaio Benedizione degli animali

19 marzo Festa di San Giuseppe

6 gennaio Epifania

16 agosto La processione del SS Crocifisso

Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio – Flora e Fauna

Tra le più importanti Riserve per l’alto valore paleontologico, sono stati rinvenuti nel suo territorio fossili tra i più antichi e preziosi dell’isola.

Sedimenti e stratificazioni dell’epoca del Permiano (Era Paleozoica), foraminiferi, spugne, briozoi, brachiopodi (molluschi bivalvi), ammoniti, trilobiti (simili agli attuali crostacei) e ostracodi, organismi preistorici vissuti nelle acque dell’oceano Tetide che , progenitore del Mediterraneo attuale, si incuneava nel continente della Pangea, prima che venisse frammentato nei continenti attuali.

Diversi i siti dal rilevante interesse geologico: il Vallone delle Acque Bianche e Pizzo Castellazzo con la colata lavica che estendendosi fino alla località di Croce del Gallo termina a Burgio.

Il sistema idrogeologico dell’area è poco complesso; i corsi d’acqua, a regime torrentizio, hanno carattere prevalentemente stagionale. Solo il fiume Sosio riesce a mantenere il medesimo regime durante l’intero arco dell’anno.

I rilievi della Riserva si mostrano frastagliati; con alte pareti rocciose, spuntoni di pietra e ripide pendici offrono riparo ad una nutrita biodiversità vegetazionale e faunistica.

La macchia boschiva più rilevante è quella del Bosco di Sant’Adriano dove predomina il leccio. Dove i versanti si addolciscono a quest’ultima si accompagna la roverella.

Alle due specie dominanti quindi si affiancano il carpino nero, lorniello e lacero campestre, oltre a diversi arbusti di sottobosco come il corbezzolo, l’erica arborea, il biancospino, il pungitopo, la ginestra spinosa, la rosa di San Giovanni e il prugnolo.

Nelle aree caratterizzate da notevole pendenza, Pizzo Gallinaro (1220 m.s.l.m.m.) e Serra del Biondo (1138 m.s.l.m), le fessure che si aprono sulle pareti ospitano specie tipicamente rupestri: l’olivastro, l’euforbia arborea, la rara vedovina delle scogliere, la camomilla delle Madonie, il cavolo rupestre e la bocca di leone siciliana.

La particolare conformazione morfologica dei rilievi della riserva offre l’habitat più adatto alla nidificazione di rapaci quali l’aquila del Bonelli, il nibbio (bruno e reale) e il merlo acquaiolo, la cui presenza garantisce sulla qualità ambientale della Riserva.

Le macchie boschive e quella a prateria offrono spazi di nutrimento a molti piccoli mammiferi ed insetti e di conseguenza sono territorio di caccia e sostentamento per specie quali il falco grillaio, il nibbio, il gheppio e di notte per rapaci come lallocco, la civetta e il barbagianni.

 

Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio – Superficie e territorio

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Monte di Palazzo Adriano e Valli del Sosio – Storia

La riserva, per superficie la seconda delle aree protette della provincia di Palermo, è sicuramente tra le più affascinanti per la diversità degli ambienti che comprendono splendide aree boschive, praterie e corsi dacqua che si intercalano a gole, anfratti e dirupi scoscesi.

Qui abitarono nel corso dei secoli una grande varietà di popolazioni indigene (Sicani, Siculi ed Elimi) e colonizzatrici (Greci, Punici, Romani, Bizantini, Musulmani, Normanni, Svevi) che hanno caratterizzato fortemente queste aree, lasciando una quantità di pregevoli testimonianze nelle opere, negli usi e nei costumi. La definizione di favolosa che di questa terra dà il geografo musulmano Idrisi, vissuto ai tempi di Ruggero II (sec. XII), è percepibile in alcuni luoghi incantati che appaiono improbabili in unepoca dove tecnologia ed artificio imperano. I centri abitati del circondario hanno saputo, con una sensibilità antica, ma nuova nella consapevolezza, mantenere e talvolta recuperare il patrimonio materiale ed etnografico tradizionale, valorizzando i beni storico-artistici e quelli derivanti dalle tradizionali attività locali. Chiusa Sclafani conserva in parte le caratteristiche del borgo

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medievale con le mura delle case in pietra viva, organizzate intorno al castello di cui rimangono scarsi ruderi, alcuni dei quali inglobati in edifici posteriori. Laltra parte del paese, divisa da una profonda frattura, si sviluppa in uno stile diverso a causa della rovinosa frana del XVII sec.. Sul toponimo Chiusa c’è chi pensa che derivi dal fatto che la cittadina sia stata costruita sul pianoro dove si trovava un grande recinto (chiusa), dentro il quale Matteo Sclafani, il signore del luogo, faceva pascolare i cavalli; c’è chi invece lo addebita alla posizione geografica in quanto chiusa fra tre colli e due rami del fiume Isburi. La cittadina conserva opere pregevoli che valgono una visita al sito. Palazzo Adriano, colonia di profughi albanesi, immortalata dal film Nuovo

cinema paradiso del regista Giuseppe Tornatore, è diventata improvvisamente celebre nel mondo; presenta uninteressante museo paleontologico dove sono conservati splendidi fossili, i più antichi di Sicilia (Era Paleozoica), trovati in zona. Bivona è conosciuta soprattutto per la sagra della pesca, profumatissimo frutto che si ottiene dalle sue campagne. Burgio è nota invece per le ceramiche di antica tradizione e per le famose fonderie di campane, rare sul suolo siciliano. Emergenze paesaggistiche Santuario di Rifesi: nel territorio di Burgio. Da contrada Dragotto, si arriva alle pendici occidentali di Pizzo Castellazzo, da qui si imbocca una trazzera che dopo 2 km conduce al Santuario. Castello di Cristia: in contrada feudo di Cristia, nei pressi di

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San Carlo (frazione di Chiusa Sclafani), appartiene al comune di Burgio. Listi du firriatu: gola profondissima dominata dalla rupe coi ruderi del castello di Cristia, in cui si trovano i cinque blocchi fossiliferi calcarei famosissimi, tra cui la Pietra di Salamone e quella dei Saraceni. Vallone Acque Bianche: emergenza geologica in cui strati calcarei da orizzontali si inclinano verticalmente. Pizzo Castellazzo: emergenza geologica. Antichissimi basalti lavici che arrivano sino a Burgio.