Laghetti di Marinello – Flora e Fauna

Alle pendici del promontorio di Capo Tindari si estende un vasto arenile che racchiude laghetti litoranei salmastri che rappresentano la maggiore attrattiva della zona tutelata.

L’origine degli specchi d’acqua è dovuta alle imponenti variazioni morfologiche, determinate dai flussi marini che causando il deposito di sedimenti lungo la costa modificano continuamente la linea di spiaggia.

L’aspetto floristico della zona è caratterizzata dalla notevole varietà di specie che meglio si adattano ai differenti ambienti: sabbie litorali, laghetti salmastri e rupi.

Le sabbie litorali sono ambienti caratterizzati dalle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e da forti concentrazioni di salsedine per cui possono essere colonizzati da vegetazione pioniera altamente specializzata. Tra le specie più frequenti: la violaciocca selvatica, il ravastrello marittimo, il papavero cornuto, il giglio marino, l’eringio di S. Pietro, la gramigna delle spiagge, la medica di mare e lo zigolo delle spiagge.

La vegetazione lungo le sponde dei laghetti salmastri è costituita piante alofite che per le proprie caratteristiche riescono ad utilizzare per il fabbisogno idrico anche acqua con alte concentrazioni di sale.

Le specie più frequenti sono la cannuccia di palude, il giunco pungente e lo zigolo levigato.

La vegetazione rupestre fornisce ospitalità a preziosi endemismi tra cui la centaurea di Seguenza, il garofano delle rupi, il cavolo biancastro, l’erucastro, la vedovina delle scogliere ed il radicchio di scogliera.

Sempre sulle rupi del promontorio prospiciente i laghi, cresce una rara graminacea, la festuca humifusa, esclusiva di Capo Tindari.

La componente faunistica è ricca di avifauna e l’ambiente ben si presta ad offrire riparo a diverse specie tra cui quelle migratrici svernanti e stanziali e a rapaci tra cui il Gheppio, il Corvo imperiale, il raro Falco pellegrino, il Gabbiano reale, il Fringuello, il Saltimpalo, l’Occhiocotto e la Sterpazzolina; oltre a piccoli uccelli tipici della macchia mediterranea, come ad es. la Taccola, etc.

Laghetti di Marinello – Storia

La riserva è nata nel 1998 ed affidata alla Provincia Regionale di Messina. Si estende su una superficie di circa 378 ettari ed è una delle poche aree costiere della Sicilia nord-orientale ancora in buono stato di conservazione e la cui peculiarità è quella di contenere in una così ristretta porzione di territorio una notevole quantità di ambienti. Si passa infatti dalle sabbie marine costiere agli ambienti lacustri salmastri, ai ripidi pendii ed alle rupi a strapiombo sul mare. Ove il territorio lo consente, ci sono anche coltivazioni di viti ed ulivi, che ben si integrano nel paesaggio della Riserva. Particolare valore

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naturalistico hanno i laghetti salmastri che caratterizzano il litorale sabbioso situato sotto le rupi di Capo Tindari, che costituiscono insieme ai laghi di Ganzirri gli ultimi esempi di ambiente salmastro costiero tuttora presenti nella Sicilia nord-orientale.

La storia di questi laghetti appare sempre legata all’influenza del santuario: nel 1982 le maree tracciarono un lago dal profilo sembiante ad una donna con bimbo in grembo, che la fede popolare attribuì alla madonna nera di Tindari.