Isola di Panarea – Flora e Fauna

L’isola di Panarea, l’antica Panaria (l’infausta per le leggende che la circondano) , fa parte di un piccolo arcipelago formato dall’isoletta di Basiluzzo, dagli scogli Spinazzola, Dattilo, Bottaio, Lisca Nera, Formiche, Lisca Bianca e Panarelli; tutti relitti geologici di un unico edificio vulcanico ormai collassato.

La particolare evoluzione geologica dell’isola è testimoniata ancora oggi dalla di numerosi fenomeni di vulcanismo secondario: sorgenti di acque calde fino a 100 C°, fumarole, geysers di acqua calda a mare.

La fauna dell’isola è stata fortemente influenzata dalla natura geologica dell’area e il caso della lucertola campestre (Podarcis sicula) rappresenta il tipico esempio di come diverse sottospecie di un unica specie si siano potute evolvere in cosi brevi distanze.

Considerata specie tipica siciliana, la Podarcis sicula venne scalzata dal suo “ruolo”, dopo più attenti studi, dalla Podarcis wagleriana o lucertola sicula, unica lucertola endemica siciliana. Questa, con la lucertola eoliana (Podarcis raffonei), e altre sue quattro sotto specie sono presenti, distribuite separatamente, sull’arcipelago eoliano: nellisolotto di Bottaro (Panarea) si trova la Podarcis sicula trischittai, mentre in quello di Lisca Bianca si trova la Podarcis sicula liscabiancae. A Filicudi vive la Podarcis raffonei cucchiarai, sottospecie locale di lucertola eoliana, mentre a Stromboli si trova la Podarcis raffonei. A Vulcano la lucertola siciliana è presente con individui brunastri privi di striature dorso-laterali, mentre a Linosa vive la lucertola di Malta (Podarcis filfolensis laurentimuelleri) che colonizza una grande varietà di ambienti piuttosto aridi(

muri a secco,pietraie, pendi scoscesi, scogli).

Anche la fauna si è dovuta adattare nel tempo alla difficili condizioni ambientali presenti nell’isola.

A Panarea sono diverse le specie endemiche: la Silene hicesiae Brullo e Signorello, cariofillacea esclusiva di questisola. Le fasce costiere sono caratterizzate dalla presenza di limonio delle Eolie e dall’enula bacicci mentre sui pendi scoscesi si insedia la violacciocca rossa, il fiordaliso delle Eolie, il Senecio bicolore (Willd.) Tod., e in grande quantità il garofano rupestre. Ancora il finocchio di mare, la carota delle scogliere, e il finestrino.

Laddove un tempo si trovavano stazioni di leccio, oggi trovano ospitalità la ginestra del Tirreno in associazione con il lentisco, la ginestra odorosa, e il cisto femmina.

Isola di Panarea – Superficie e territorio

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Isola di Panarea – Storia

Questa isola deriva il suo nome da Panaria, come la citava il geografo Ravennate; la sua etimologia non è certa, varie le ipotesi: la maledetta; tutta fori; spugnosa; senza ruscelli. Insieme agli isolotti ed agli scogli che le fanno corona, forma un minuscolo arcipelago. Le acque che la circondano diventano in taluni punti molto pericolose; infatti al largo della costa sono stati avvistati e recuperati parecchi relitti di antiche imbarcazioni. Su Panarea esistono tracce di abitazioni risalenti al Neolitico superiore e luoghi di culto in varie aree dellisola.
Il sito pi
ù interessante è quello del Capo Milazzese, dove sono stati trovati i più antichi reperti di questo arcipelago. Si tratta di un villaggio della media età del Bronzo che dà il nome alla cultura eoliana di quel tempo, composto di 23 capanne ovali, solo una rettangolare, tutte stipate sul pianoro del promontorio.

Alcune abitazioni conservavano resti di pavimentazione ed arredi costituiti da mortai, macine, tavoli e lastre utilizzate come sedili. I materiali rinvenuti durante gli scavi sono esposti al Museo di Lipari e i relitti delle navi nella sezione di archeologia marina della stessa Galleria. Gli abitanti di Panarea sono distribuiti in tre piccoli siti, dove in estate ospitano una scelta popolazione turistica che gode di questi incantevoli luoghi.