Grotta di Carburangeli – Comune: Carini

Elenco risorse

Chiesa Madre di Maria SS. Assunta ( XV sec.)

Chiesa del Rosario (1576-1579)

Oratorio de SS. Sacramento (Ant. XVII sec)

Chiesa degli Agonizzanti (XVII sec.)

Castello di Carini (XI sec)


Sagre e feste

Sabato precedente la Pasqua

Festa de li Schiettì

Domenica precedente la Pasqua

Via Crucis

Grotta di Carburangeli – Flora e Fauna

Costituita da rocce di composizione carbonatica risalenti al Piano Tirreniano dell’Era Quaternaria (circa 1.800.000 anni fa), la genesi della grotta è legata all’oscillazione del livello del mare all’indomani dei forti cambiamenti climatici che interessarono il continente europeo.

Posta ad un’altezza di 22 metri s.l.m.m. è possibile accedervi attraverso tre diverse “porte” che immettono nella prima “stanza” e da cui si entra ai vani più interni per uno sviluppo complessivo del canalone principale di 400 m.

In milioni di anni la lentissima e costante azione percolatrice ha prodotto concrezioni tipiche delle cavità carsiche: stalagmiti, stalattiti, cannule e colonne, creando un ambiente di sicuro fascino.

Nonostante la totale assenza di luce, la temperatura annua costante e un altissimo tasso di umidità, la struttura ipogea è popolata da una numerosa varietà di insetti, crostacei e molluschi.

Di sicuro interesse la presenza di una nutrita stazione di Vespertilione maggiore (Myotis myotis) conosciuto

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più comunemente come pipistrello per la quale è in itinere un progetto di tutela e conservazione, secondo le direttive dell’Unione europea.

Nel 1865 sono stati riportati alla luce resti in terracotta risalenti all’età del Bronzo e resti fossili di orso, elefante nano, iene, lupo e altri mammiferi conservati oggi all’interno del Museo di Paleontologia “G.G. Gemmellaro” dell’Università degli Studi di Palermo.

Vennero inoltre rinvenute rappresentazioni rupestri in carboncino con raffigurazioni apotropaiche oltre a resti, poco distanti dalla grotta, di più recenti insediamenti di epoca romana e tardo – bizantine.

Grotta di Carburangeli – Storia

L’area è tutelata per il suo valore speleologico e naturalistico. La cavità si trova in formazioni carbonatiche del Quaternario, scavate dall’erosione marina. Vi si accede da tre diverse aperture. Carburangeli è una grotta che si sviluppa nel sottosuolo in orizzontale per circa 400 m .Stalattiti e stlagmiti si alternano. E’ abitata da pipistrelli, insetti, crostacei, ragni, millepiedi e molluschi ma è importante anche per la presenza di una serie di gallerie e passaggi sotterranei naturali.Gli scavi archeologici eseguiti nel grande vano di ingresso, infatti, hanno riportato alla luce interessanti resti ed utensili risalenti ad un periodo compreso tra il Paleolitico e l’Età del Bronzo:lame, punte di selce utilizzate per la caccia, frammenti in pietra lavica riconducibili ad antiche macine e manufatti in terracotta. Accanto a questi reperti sono stati ritrovati anche gusci di patelle e di lumache, e frammenti ossei ormai fossilizzati di cervo, capra, cinghiale, bue e cavallo che si suppone siano resti di pasti. Alcune delle ossa rinvenute, infatti, si presentano spezzate per l’abitudine dell’uomo primitivo di nutrirsi anche del midollo osseo. Inoltre, ad ulteriore testimonianza dello stretto legame esistito tra gli uomini preistorici e la grotta di Carburangeli, si può osservare nella parete posta all’ingresso della cavità un disegno a carboncino che, ancora in fase di studio, sembra rappresentare uno stregone durante una cerimonia propiziatoria..