Foce del Fiume Belice – Comune: Castelvetrano

Elenco risorse

Collegiata dei Santi Pietro e Paolo (1653)

Chiesa del Purgatorio (1642-1664)

Chiesa di Sant’Agostino (1565 – 1570)

Chiesa di Maria SS.Assunta (Matrice) (Ant.1520)

Chiesa di S.Giovanni Battista (1589)

Chiesa di San Domenico (1470)

Chiesa degli Agonizzanti (1516)

Chiesa di Sant’Antonio Abbate (1527)

Chiesa di Sant’Antonio da Padova

Chiesa di Nostra Signora della Salute (1637)

Chiesa della Trinità di Delia (XII sec)

Chiesa di San Giuseppe (1616)

Chiesa di San Francesco di Paola (1609)

Palazzo Pignatelli (XIII sec)

Teatro Selinus (1870)

Fontana della Ninfa (1615)

Parco archeologico

Efebo di Selinunte

Museo Civico

Enoagrimuseum


Sagre e feste

Domenica di Pasqua L’Aurora

17 – 18 maggio Corteo storico di Santa Rita

Agosto Festa del Sacro Cuore di Maria

Foce del Fiume Belice – Perché visitarlo

Selinunte (l’Acropoli, la accredited pharmacy technician schools online collina orientale, e

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il santuario della Malophoros)

 

Foce del Fiume Belice – Flora e Fauna

Il territorio oggetto di tutela ambientale rappresenta uno degli ultimi lembi residuali di costa di tipo “africano” presenti sull’Isola.

In fiat viagra particolar modo, nel tratto compreso tra i territori di Porto Palo e Marinella di Selinunte l’ambiente per ben cinque chilometri di costa e female viagra per una profondità di 70 – 80 metri è fortemente caratterizzato da un sistema di us pharmacy online tramadol dune costiere alte fino a sei metri.

Nonostante le pessime condizioni ambientali del luogo (precipitazione cymbalta online pharmacy piovose quasi nulle, temperature della superficie sabbiosa prossime ai 100 C°, azione continua del vento) la flora si presenta ricca e varia, connotata da varie specie endemiche proprie dei suoli paludosi.

Tra le specie che meglio si sono adattate alle difficili condizioni spiccano il profumato Giglio marino, lo Zigolo delle spiaggie, il Ravastrello marittimo e il Papavero cornuto.

Inoltre grazie all’azione compattante delle radici di queste ultime, sulle dune possono attecchire successivi insediamenti di arbusti ed erbe. In questo cialis tadalafil tabletas modo le dune stesse, tramite la copertura vegetale, diventano utili per l’intero ecosistema costiero ostacolando l’avanzata della sabbia verso l’interno.

L’area più interna della riserva presenta una copertura vegetazionale di tipo mediterraneo con macchie di olivastro misto a lentisco, euforbia arborea, cappero, asparago spinoso, carrubo e la palma nana.

L’aspetto faunistico è connotato dalla presenza sildenafil online di un’avifauna di tipo migratorio e di tipo stanziale: dall’ Airone Cinerino al Martin pescatore,dalle Ghiandaie generic cialis 5mg marine alle Anatre ai Gabbiani.

Tra le specie che nidificano e si riproducono all’interno della riserva ricordiamo le Can-

naiole, e le Averle capirosse; nelle bassure retrodunali i Cuculi, le Ghiandaie marine, i Rigogoli.

Significativa la presenza di antropodi tra i quali il particolare Bracritipe caporosso e tra i rettili il ramarro.

Foce del Fiume Belice – Storia

Attivata con atto istitutivo del 1984, questa splendida area naturalistica presenta delle stupende emergenze naturalistiche come le dune intorno alle quali si è formato un sistema florofaunistico particolare.

Inoltre, nell’area compresa fra Marinella di Selinunte e Porto Palo, caratterizzata da una vegetazione palustre sull’asta terminale del belice, sostano e nidificano molte specie di uccelli. Fra esse mertiano una particolare menzione il fratino, la gallinella d’acqua,

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il beccamoschino, la cannaiola, l’Airone cenerino e il Beccapesci.

La riserva è carattrerizza dalla massiccia presenza dello sparto, del Ravastrello, dell’erba San Pietro, del giglio marino, dell’Euforbia marina. Vi si trovano alcune dune stabili, che ostacolano i venti carichi di salsedine e ne impediscono l’avanzata delle sabbie verso l’interno. L’instabilità della costa non impedisce un fiorire spontaneo di flora e fauna, soprattutto invertebrati e rettili.