Bosco di Malabotta – Comune: Tripi

Elenco risorse

Castello (Ant. 1154)

Chiesa della SS.Trinità, (XVI – XVII sec.)

Chiesa dell’Annunziata (1600)

Chiesa di S.Biagio (1600)

Chiesa Madre di S. Vincenzo Martire di Spagna, Santo Protettore

Resti dell’antica città di Albacena

Resti di villa romana, reperti archeologici (monete, vasi, etc.)

Museo “ Gli Ori di Albacena”


Sagre e feste

Domenica delle Palme

Prima domenica di settembre Festa di S.Vincenzo

Bosco di Malabotta – Comune: Mojo Alcantara

Elenco risorse

Maria SS. delle Grazie (XVII – XVIII sec)

Museo Civiltà Contadina


Sagre e feste

Ultima settimana di settembre SS Crocifisso

Seconda domenica di agosto Sagra delle pesche

Ultima settimana di settembre "Fiera di Mojo" (a Fera ô Moju) Fiera del bestiame

Bosco di Malabotta – Comune: Francavilla di Sicilia

Elenco risorse

ll Castello di Francavilla

La chiesa di San Paolo (XV sec) Oggi accorpata a quella di San Giovannei

Fontana di San Paolo (1674)

Fontana Vena o fontana dei 18 schicci (1440)

Convento dei Frati Cappuccini (1570)

Chiesa della SS. Annunziata (1550)

Chiesa del Carmine (1642)

Chiesetta di S. Rocco

Chiesa della Matrice o di Maria SS. Assunta costruita nel XVI sec

Palazzo Cagnone (1600)

Palazzo Municipale

Palazzo Prescimone,

Palazzo Sgro

Palazzo Moncada Mortillaro

Scavi archeologici di Francavilla di Sicilia (aree votive, cinte murarie, insediamento abitativo greco, fornaci)

Museo della Testimonianza e della civiltà contadina


Sagre e feste

Ultima domenica di agosto Festa di S.Fuplio

Settembre Festa dell’Addolorata

4 dicembre Festa di Santa Barbara

Sacra rappresentazione del Venerdì Santo

Bosco di Malabotta – Flora e Fauna

Il Bosco di Malabotta (700 – 1300 m slm) è un’area di eccezionale valore naturalistico.

Per quasi tutta la sua estensione (80 ettari) la vegetazione boschiva è costituita dal Cerro a cui spesso si associa il Faggio; notevole la faggeta presente nel territorio di Montalbano Elicona.

Suggestive le stazioni di agrifoglio; un tempo in formazione boschiva , oggi resiste in

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canadian pharmacy pain meds forma di arbusteti.

Laddove la mano dell’uomo è riuscita ad intervenire, ecco suggestivi impianti di nocciolo, noci e castagni da frutto.

Meno estese sono invece le macchie boschive di leccio, perastro, sambuco e frassino.

La presenza di aree umide, tylenol 1 in canadian pharmacy localizzate verso valle, permette di ammirare la vegetazione lacustre del luogo caratterizzata da salici, pioppi neri e platani orientali.

Notevole la presenza the canadian pharmacy viagra di specie relitte di ambiente tropicale. La più conosciuta è la Woodvardia radicans, felce termofila di medie dimensioni, che cresce using cialis after prostate surgery lungo i corsi d’acqua ombreggiati.

Tra i mammiferi, frequenti sono gli incontri con la volpe, gatti selvatici, martore e donnole.

Notevole la varietà della microfauna, un vero e proprio campionario del patrimonio presente nell’isola.

Tra i volatili sono frequenti le cince o altri piccoli silvidi; molti i rapaci diurni che si possono osservare dalle cime dei rilievi di price of cialis in canada Pizzo Petrolo, Rocca Volturni o Monte Croce Mancina; sono il territorio di caccia del falco pellegrino, generic for cialis in canada della poiana, della rara aquila reale.

La notte è possibile percepire il richiamo dei rapaci notturni: dal barbagianni all’assiolo, dal gufo comune alla civetta.

Bosco di Malabotta – Superficie e territorio

3.221,95 ha di cui 1516,87 in zona A

e 1705,08 in zona B

Bosco di Malabotta – Storia

La visita al Bosco di Malabotta non è sicuramente una esperienza come le altre: la consapevolezza di immergersi in un ambiente incantato fuori dal tempo è fortissima Il paesaggio circostante rimanda al Medioevo: paesini arroccati e castelli eretti in posizioni strategiche per il controllo del territorio e delle vie interne che dalla costa tirrenica e dai crinali dei Nebrodi e dei Peloritani scendono verso la valle dell’Alcantara. Nell’area che circonda la riserva sono tanti i resti di epoche lontane: nel comune di Montalbano Elicona, sull’altopiano detto “Argimusco”, sono state rinvenute tracce di insediamenti umani di epoca preistorica dalla datazione ancora incerta sui quali attualmente studio lo studio non si è ancora concluso. A parlare di questo luogo aveva già provveduto Vito Amico, colto abate vissuto tra il ‘600 ed il ‘700, il quale ci racconta come Federico II, su consiglio di un illustre medico, vi si recasse spesso per curare la podagra (gotta) da cui era affetto. Per trascorrervi i periodi di convalescenza, nella vicina Montalbano costruì una residenza, su una fortezza preesistente, di probabile origine normanna. La costruzione si può visitare a tutt’oggi, anche se buy cialis from canada ormai inglobata nel Castello (1302-1311), anch’esso andato in rovina. Percorrendo il territorio del Bosco di Malabotta, sulla strada provinciale (118) che conduce a Tripi, ci si imbatte dinanzi ad una costruzione isolata: la Mandura Gesuittu, una sorta di ovile, forse di epoca preistorica. Ancora, a Malvagna, in contrada Cuba, sorge una cappella paleocristiana e a Francavilla di Sicilia, in contrada Piano Maccu, scavi archeologici hanno portato alla luce resti del V sec. a.C.; questo paese conserva un’impronta medievale (periodo normanno), epoca in cui venne anche edificato l’importante convento basiliano di S. Salvatore di Placa e numerose cialis kopen zonder recept ed interessanti altre costruzioni dei dintorni. Fra queste una menzione particolare al Convento dei Cappuccini dove è allestito un museo etnostorico. Roccella Valdemone sorge sul letto di un fiume di fronte all’Etna, sovrastata da due rupi, su una delle quali si trovano le rovine di un castello. Il territorio tutto merita una visita per chi vuole immergersi in ambienti incontaminati o abbastanza lontani dal fragore e dalla frenesia della vita cittadina. La Mandura Gesuittu Sulla strada che conduce a Tripi, la provinciale 118, a Portella Zilla, un’incredibile recinzione si presenta isolata e fuori dal tempo: la Mandura Gesuittu, un ovile che molti avevano creduto di origine preistorica. Invece è una costruzione del 1935, realizzata da un pastore per proteggere le greggi. Per edificarla sono stati utilizzati grossi blocchi di pietra, facili da reperire sul posto. Gaetano Pantano, autore del volume “Megaliti di Sicilia”, racconta che tra le pietre usate per il recinto ce ne sono alcune di un menhir (simbolo religioso della prima età del Bronzo) crollato che faceva parte di un sistema di rocce dedicate al dio Sole, poichè la zona, secondo lui, era un’area sacra. Egli fa questa deduzione considerando il toponimo della contrada dove si trovano #1 online canadian pharmacy i resti generic of cialis del menhir: what would cialis do to a woman Reso Faragone. Reso, mitico dio venerato dai Greci, fecondatore e padrone della luce e degli inferi, è continuamente richiamato dalla forma fallica buy viagra online canada delle rocce.